Eldom, Smeg: ecco come vogliamo crescere ancora

Ideare nuovi elettrodomestici e rilanciare quelli già sul mercato per rimanere competitivi: la strategia di Smeg

Nuovi prodotti e restyling in lancio al prossimo Salone del Mobile di Milano nella primavera 2026, e intanto il consolidamento e l'introduzione di nuove importanti collaborazioni con noti brand, insieme alla razionalizzazione della rete commerciale sul territorio nazionale per una gestione diretta anche dell'ultimo miglio, differenziato il canale design dedicato ai negozi di arredamento rispetto al mercato consumer/gdo. È un passo felpato ma deciso, quello con cui Smeg vuole segnare un nuovo corso per l'anno a venire.

Dal passato, il futuro

Un 2026 in cui l'azienda di elettrodomestici reggiana che ha fatto della tecnologia che arreda il suo motto e del made in Italy la propria filosofia produttiva, si affaccia guardando al futuro e ribadendo il proprio know-how e la propria tradizione.

Una storia manifatturiera italiana, lunga oltre 75 anni, che affonda le proprie radici nella smalteria fondata da Vittorio Bertazzoni nella sua Guastalla, a Reggio Emilia, nel lontano 1948: Smeg, Smalterie metallurgiche emiliane guastalla. Quella che oggi è una multinazionale, ancora in mano alla famiglia fondatrice Bertazzoni e che mantiene a San Girolamo di Guastalla il proprio cuore pulsante: quartier generale con tutti gli uffici direzionali, progettazione e design, e uno stabilimento produttivo che si presenta green a prima vista, con un parco aziendale di oltre 1.600 alberi di 35 specie diverse e la scelta fondante di destinare un terzo dei suoi 100.000 mq di superficie ad aree verdi (anche nel corso degli anni, prefiggendosi ampliamenti che comunque mantengano le proporzioni).

Un gruppo che nel 2024 ha realizzato un fatturato di oltre 914 milioni (+6,9% rispetto all'anno precedente) e che si appresta a chiudere il 2025 in costante crescita, a quota 100. Una realtà industriale che ha fatto del made in Italia il proprio biglietto da visita nel mondo, invertendo nel giro di vent'anni le proprie quote di penetrazione dei mercati esteri: quell'85,5% di export attuale (principalmente realizzato presidiando i mercati europei, 46,3%), che un tempo invece era la percentuale di penetrazione del mercato italiano (oggi al 14,5%). Mentre, dal punto di vista delle tipologie di prodotto, il 59% del fatturato è riferibile alle vendite di grandi elettrodomestici, al 31% invece i piccoli elettrodomestici.

Trend di mercato

Nel corso del 2024, i prodotti da incasso hanno registrato le performance migliori (+3,6% in valore), mentre a calare è stata la libera installazione (-1,6% in valore, nonostante la crescita dei volumi +1,5%). Importante il risultato del segmento del lavaggio (39,5% del mercato), con una crescita +0,9% in valore e +1,6% in volume. A spiccare il mondo delle lavastoviglie (+4,1% in valore) e delle asciugatrici (+1%), mentre le lavatrici hanno subito un calo (-1,3% in valore). Cresciuto è anche il comparto del freddo: +0,5% in valore e +1,8% in volume, ma con prezzi in calo -1,5%. Contenuto l'aumento del comparto della cottura (+0,3% in valore), frenata dal calo delle cappe (-1,8%) nonostante i lievi aumenti dei piani di cottura e forni. Mentre ad aprirsi a ottime prospettive è il settore dei piccoli elettrodomestici e il segmento “preparazione cibo” con +10% in valore: a trainare, prodotti come le “kitchen machines” (+25,5% in valore), macchine per il caffè (+9% in valore), friggitrici, bollitori (+3,1% valore) e bilance (+4,1% valore).

Il made in Italy

Dalle viti all'acciaio italiano, passando per le macchine di lavoro automatizzato che sono attive nelle varie linee produttive: una scelta che ribadisce l'attenzione di Smeg al Made in Italy. Come questo può rendersi economicamente sostenibile, in un mercato sempre più globale che tende ad esternalizzare i processi delocalizzando la produzione spesso in Paesi ExtraEu? La ricetta di Smeg sembrerebbe essere anche la flessibilità delle linee produttive dei suoi stabilimenti, che vengono messi in rete e rispondono, insieme, alle esigenze dei mercati, dal domestico al professionale, passando per il professionale.

Fondamentale in questo, la forza lavoro e le 5 aziende del gruppo, con relativi stabilimenti. Nel 2024 Smeg ha impiegato infatti 2.570 dipendenti (+3,6% rispetto ai 2.480 collaboratori diretti del 2023), di cui il 96,3% a tempo indeterminato, con 929 donne (+8% rispetto all'anno precedente) e 255 nuove assunzioni (+31% rispetto al 2023). In totale, il gruppo include anche 20 filiali dirette nel mondo (la prima in Francia già nel 1988) ed è attivo internazionalmente con la distribuzione dei suoi prodotti in oltre 170 Paesi.

Al quartier generale reggiano a San Girolamo di Guastalla progettato dall'architetto Guido Canali e inaugurato nel 2002, ha sede la capogruppo Smeg Spa, e in questo stabilimento vengono in prevalenza realizzati i prodotti per la cottura, dai forni ai piani cottura. In provincia di Verona, a Bonferraro di Sorgà, si trova invece la Bonferraro spa, specializzata nella produzione di prodotti per il lavaggio, la refrigerazione e macchine del caffè. In provincia di Chieti, a San Giovanni Teatino, Apell spa produce invece cappe e lavelli. In provincia di Milano, a San Giuliano Milanese, La Pavoni spa è una storica società che opera nel settore delle macchine da caffè sin dal 1905 e che è entrata a far parte del gruppo nel 2019. Nel 2022 è stata invece acquisita Fri.Med, con sede a Chieri, in provincia di Torino, società specializzata nella progettazione e produzione di apparecchiature professionali per i settori ospedaliero, industriale, biomedicale e farmaceutico (settore in cui, ricordiamo, la divisione Smeg Instruments è attiva sin dal 1985).

Tecnologia che arreda

Ma torniamo agli elettrodomestici e al loro ruolo chiave e sempre più centrale (anche fisicamente) all'interno delle nostre case, dove nel corso degli anni si sono guadagnati postazioni sempre più in evidenza (basti pensare alle zone living con colonne forno in bella vista e frigoriferi free-standing utilizzati come elemento d'arredo). Lo sa bene Smeg, che presenta il proprio marchio al pubblico dei consumatori con il pay-off “tecnologia che arreda”.

Una delle scelte caratterizzanti del marchio, e sicuramente premiante, è stata infatti sin dagli esordi la sua consapevolezza di quanto fossero fondamentali “i bei prodotti”: anche belli, e non solo pratici funzionali. In quest'ottica, il gruppo si è da sempre “accompagnato a braccetto” con una lunga serie di importanti nomi mettendo a frutto numerose collaborazioni con architetti e designer di fama internazionale. Dalla collaborazione del 2008 con il designer australiano Marc Newson (poi attivo anche in Apple), ma già ancor (molto) prima nel logo aziendale, creato nel lontano 1977 dal designer Franco Maria Ricci. La collaborazione per la realizzazione di forni e piani cottura con l’architetto Guido Canali nel 1985 (che, già dicevamo, progetta anche la nuova sede di Guastalla, inaugurata nel 2002); un'altra linea di forni e piani cottura fatta ideare dall’architetto Mario Bellini nel 1991; il nuovo disegno di forni, piani cottura, frigoriferi e serra domestica, a firma dell'architetto Renzo Piano nel 1995, e poi ancora.

Del resto, lo stile del brand ha fatto spesso parlare positivamente di sé, sottolineando eleganza e insieme originalità come tratti distintivi del design italiano. Un distintivo design, che gli è valso la recente menzione al Compasso d'Oro 2025 con il forno Cof1, il combinato a vapore progettato con deepdesign studio nella gamma 50's Style. Una linea di prodotti iconici, vintage e colorati, che è risultata molto apprezzata dal mercato – e sicuramente riconoscibilissima, per quanto molto imitata – sin dal lancio del primo intramontabile Frigorifero FAB28 che ormai risale al 1997.

Ma parlando di estetica, certo Smeg ha collezionato riconoscimenti nel corso degli anni: dai Red dot design award 2025 che hanno premiato la sua macchina da caffè espresso semi-professionale Emc02, al premio internazionale di industrial design Good design award, assegnato dal Chicago athenaeum museum of architecture and design, che nel 2024 è tornato a premiare otto elettrodomestici Smeg.

È così che diverse aziende, molto affermate in altre categorie di mercato, hanno scelto Smeg per intraprendere importanti azioni di co-branding. In primis impossibile non ricordare Dolce&gabbana, che ha iniziato la sua collaborazione con Smeg nel 2016: dai piccoli elettrodomestici della linea Blu Mediterraneo alla linea Sicily my love, passando per i 100 pezzi in edizione limitata dei Frigoriferi d'arte tutti diversi l'uno dall'altro e dipinti a mano. Oltre ai due stilisti, nel novero del co-branding di Smeg rientrano anche: una nuova linea di frigoriferi colorati in collaborazione con Veuve Clicquot nel 2016; le macchine per il caffè di Luigi Lavazza Spa nel 2020; l'intesa con Disney per festeggiare, con 90 frigoriferi Smeg Fab28 in edizione limitata, il novantesimo anniversario di Topolino. Mentre oggi un altro importante co-branding è alle porte...

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