Esiti del Dl 13/8/2010 che riforma il brevetto contro la contraffazione

Produttori

Il Codice della proprietà industriale, entrato in vigore lo scorso settembre con il decreto legislativo n.131 del 13 agosto 2010 riforma la materia dei brevetti e della lotta alla contraffazione, adeguando la legislazione italiana a quella comunitaria e velocizzando i tempi dei ricorsi nei casi di marchi contraffatti.
“Grazie al nuovo codice, ed a una riorganizzazione degli uffici, un brevetto ora può essere registrato in pochi giorni”, ha commentato Loredana Gulino, direttore generale dell'Ufficio internazionale brevetti e marchi, che ha aperto i lavori del convegno che si è svolto a Roma mercoledì 20 aprile sulle nuove opportunità e strumenti d'impresa del nuovo Codice.
“Attraverso le nuove sezioni specializzate e il rito speciale del diritto industriale, in poche settimane si possono ottenere sentenze efficaci che eliminano i contraffatori dal mercato - ha precisato l'avvocato Cesare Galli dello Studio legale Galli, che insieme allo Studio legale Ilardi ha promosso la tavola rotonda-. Oggi, non sempre viene copiato il marchio nella sua interezza, ma la forma, l'etichettatura, lo stile. Copie che ricordano l'originale e che si mettono in scia, impoverendo il marchio. È un fenomeno diffuso nel fashion e nei luxury good, ma anche nel largo consumo. Anche questi aspetti, prima non tutelabili, oggi lo sono”.
Un caso eclatante era stato quello della cinese Montresor, che aveva messo in commercio delle praline in tutto e per tutto ispirate ai famosi Rocher di Ferrero (in foto).

Brevetti biotech
Le nuove norme innovano e rafforzano la protezione per i brevetti biotecnologici. “Nel 2010 le domande di brevetti europei per i prodotti biotech hanno registrato l'incremento maggiore rispetto ad altri settori - secondo Olga Capasso, ex ricercatrice e consulente brevettuale-. Molte aziende dell'alimentare, però, non investono sul biotech perché temono di perdere fette di mercato, ma spesso è solo un problema di comunicazione. I prodotti naturali coltivati con pesticidi chimici sono più dannosi degli ogm”.
Ma qui entriamo in altre questioni, altrettanto se non più spinose.

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