Euroshop, la più grande di sempre

Fiere

È la piu estesa edizione di sempre qui a Düsseldorf, in Germania: Euroshop 2014 è arrivata a superare il tetto dei 110.000 mq di superficie espositiva contenuti in 16 padiglioni pieni di novità e informazioni strategiche per il retail europeo e mondiale.
La spinta decisiva al primato pur in un periodo di grande criticità (in molti mercati europei la dinamica di sviluppo ed espansione dei retailer grandi o piccoli si è quasi arrestata) giunge senza dubbio dal settore illuminotecnico, mai presente così in forze e spolvero come in questi giorni.
A sentire gli organizzatori non si tratta certo di una casualità.
Sono proprio le strategie di illuminazione a richiamare l'attenzione dei distributori in cerca di soluzioni in grado di dare nuovi impulsi alle vendite stagnanti. I due versanti della sfida ormai combaciano: il led -assoluto protagonista dell'edizione 2014- consente grazie all'evoluzione tecnologica portata a Düsseldorf dagli operatori (Osram, Philips, Reggiani, 3F Filippi, Bäro fra i principali) di abbinare rappresentazioni scenografiche a elevata emozionalità con forti risparmi nei consumi e nei costi di manutenzione. Dove inoltre l'estetica della fonte illuminante non risulta necessaria (perché nascosta) le prestazioni di durata hanno raggiunto livelli di efficienza impressionante, del tutto simili all'illuminazione industriale o da esterni.
Da segnalare, fra i focus proposti ai visitatori di tutto il mondo, la multiforme Lounge dell'Italian Lighting su concept dell'agenzia Honegger di Milano.

Shopfitting, creazione e artigianalità

Non solo di luce sta vivendo la principale fiera europea dedicata allo shopfitting. Infatti i padiglioni dei principali creatori di negozi e storie (stores and stories) non hanno certo mancato di farsi notare con una serie impressionante di stimoli che chiedono solo di essere trasmessi al mercato. Quello che appare chiaro è la suddivisione in una doppia specializzazione, fra chi si propone ai distributori come co-creatore di concept nuovi, da elaborare in toto, sulla via del raggiungimento di una progressiva distintività del retailer riconosciuta dai consumatori; e chi continua al contrario a proporsi come implementatore di massima precisione ed efficienza. Frontiere da raggiungere? Appare più che probabile che si lavorerà molto in direzione Uomo: nel food come nel non-food, considerando il fatto che i margini di innovazione e sviluppo raggiunti nell'ideazione Donna siano più difficilmente espandibili.

Resta fondamentale la capacità di far pesare i dettagli, anche singoli. Ottimo esempio, in questa direzione, viene dallo splendido carrello in legno (sic) che dovrebbe catturare d'impulso i retailer delle catene biologiche. Lo ha proposto il leader del filo metallico industrializzato Wanzl: una dimostrazione di quanto artigianalità e flessibilità siano parole d'ordine che nella distribuzione e nel relativo indotto non verranno a cadere tanto presto.

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