Fedeli alla mission di prezzo e qualità

“Il Covid rappresenta una formidabile rottura di trend, che nessuno poteva immaginare e che ci coinvolge tutti, come persone e come manager, nel delineare soluzioni che tengano conto dei cambiamenti avvenuti nei consumi: alcuni sono ancora una coda lunga destinata però a sparire, altri, invece, rimarranno e con questi dobbiamo fare i conti -spiega Marco Pedroni, presidente di Coop Italia (e neopresidente di GS1), alla presentazione del Rapporto Coop 2020, che disegna l’identikit degli italiani-. Non ho risposte chiare per tutti gli interrogativi, ma sono alla ricerca di strategie e politiche che tengano conto di questi cambiamenti”.

Secondo il Rapporto, il carrello della spesa si sta trasformando nel segno di una maggiore richiesta di prodotti legati a benessere e sicurezza anche ambientale. Le parole d’ordine della spesa diventano, quindi, salute, sostenibilità, sicurezza, italianità, fatto in casa, low cost, digitalizzazione.

“Concetti sui quali noi di Coop stiamo già lavorando da tempo, e che anzi fanno parte del nostro dna e della nostra missione -aggiunge Maura Latini, Ad di Coop Italia- come dimostra il successo del nostro marchio di prodotti biologici Vivi Verde, il primo brand bio venduto nella gdo in Italia con oltre 150 milioni di fatturato nel 2019, cresciuto durante e dopo il lockdown con un trend a valore del +9%. Vuol dire anche lavorare con ancora maggiore convinzione sulla qualità dei prodotti, sui packaging, sull’informazione, per soddisfare questi bisogni espressi con maggior evidenza dai consumatori. Abbiamo di fronte una situazione con molte sfaccettature e domande, a livello di offerta e modelli di business. Serve apertura mentale e la consapevolezza che niente è scontato: la scommessa non è offrire un servizio in più e mantenere lo status quo dell’offerta tradizionale, ma rimettersi in gioco secondo il proprio dna -sottolinea Maura Latini-. Va ripensato il valore della prossimità a livello di tipologia di vendita, ma anche di mobilità, vista la richiesta dei consumatori cittadini di avere a disposizione tutti i servizi nell’isocrona di 15 minuti”.

“Anche la domanda di eCommerce -aggiunge Maura Latini- fa parte delle scelte dei consumatori, ma quale modello seguire? Uno solo, valido per tutto il Paese, oppure soluzioni più puntiformi che tengano conto delle caratteristiche territoriali? E quali le relazioni tra online e fisico? L’home delivery piace, il click&collect di più, ma se la consegna a casa è gratuita, su chi ricadono i costi?”.

La manager pone anche l’attenzione sulla necessità di un diverso approccio al concetto di spazio. “Di solito mi chiedevano quale sarà il futuro degli ipermercati, oggi la domanda corretta è ‘quale sarà il futuro di tutti gli spazi collettivi’, pubblici o privati. Per noi significa ripensare i negozi, lavorando su una loro maggiore connessione con i consumatori sempre più in rete, fornendo contenuti e informazioni per soddisfare sempre di più i bisogni dei clienti”.

In termini di offerta, diventa centrale il tema della convenienza e del low cost. “Il Covid19 ha accentuato la polarizzazione dei consumi, accelerando le differenze socioeconomiche e per la nostra mission è essenziale rispondere alla parte più debole della società con prodotti più sicuri, etici, di qualità, ma anche convenienti -sottolinea Marco Pedroni-. E questo rimette il prezzo al centro del dibattito: un prezzo che deve essere giusto dal campo al punto di vendita, che remuneri i fornitori che lavorano con noi, permetta ai nostri consumatori di fare una spesa caratterizzata da salute, sicurezza e buon cibo, per tutti. Prezzo giusto non vuol dire promozioni a un centesimo che non tengono conto dei costi per tutta la filiera: noi abbiamo fatto scelte diverse, investendo oltre 100 milioni di euro per bloccare i prezzi dei prodotti fino a settembre e garantire quella Buona Spesa che è il nostro posizionamento e la nostra filosofia dal 2019, come testimoniato dalla comunicazione ad hoc”.

In questo contesto, come chiuderà il 2020? “Difficile fare previsioni oggi, troppe le variabili in gioco, a partire dalle promozioni, prima ferme e poi ripartite con slancio -chiarisce Pedroni-. Prevediamo un lieve aumento (+1,1%) del fatturato e dunque un valore superiore a 13 miliardi di euro nella sola parte retail”.

Risultati che dipendono anche dalle performance positive in alcune regioni. “In Lombardia i decreti che hanno obbligato i consumatori a scegliere i negozi più vicini ci hanno portato nuova clientela -sottolinea Maura Latini-. Clienti che non ci conoscevano e che invece hanno apprezzato la nostra offerta e sono rimasti nostri clienti, quando le scelte di negozi e insegne sono tornate più libere. Questo è successo nelle zone in cui siamo tradizionalmente più liberi, mentre nei bacini di elezione, le performance sono migliorate per la fiducia che si è rafforzata”.

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