Friuli V. Giulia: sapori di gente unica

Per motivi sia geografici sia storici, il Friuli Venezia Giulia da sempre ha subìto notevoli influssi sia dal Nord sia dall'Est europeo. Il che non poteva non riflettersi anche sulla cultura enogastronomica e quindi sulle produzioni agroalimentari tipiche del territorio. Conferendo un tocco di originalità a una cucina tradizionalmente semplice (per non dire povera), in quanto di matrice essenzialmente contadina. Se il frico (tortino di formaggi, morbido o croccante), con musèt e brovade (cotechino e rape inacidite nella vinaccia), rimangono l'emblema del mangiar friulano, basti ricordare i cjarsòns della Carnia (sorta di agnolotti agrodolci o alle erbe) e gli gnocchi di susine del Goriziano, di evidente influsso mitteleuropeo. O ancora la gubana, il tipico dolce a forma di chiocciola, ripieno di frutta secca, che molto ricorda la potizza slovena. Da gustare, appunto, annaffiata con un distillato di prugne (del tutto simile alla slivovitz slava).

Pionieri
dell'agriturismo


Sta di fatto che, da sempre, la gente friulana ha saputo sfruttare e valorizzare le ricchezze del territorio. Non a caso il Friuli si può considerare il pioniere di quello che oggi è uno dei pilastri del turismo enogastronomico nazionale, ovvero l'agriturismo.
Vendita diretta dei prodotti dell'azienda agricola e somministrazione di piatti tipici, infatti, sono da sempre la mission delle “frasche” -che nel Carso prendono il nome di “osmizze”- ovvero delle case coloniche che per segnalare al viaggiatore il servizio offerto usano utilizzare a mò di insegna un ramo appeso all'ingresso. Una tradizione tuttora in parte in auge -non fosse altro perché rappresenta un'integrazione del reddito agricolo- che fonti storiche collegano al periodo del dominio austro-ungarico, ma che leggenda vuole risalga addirittura all'epoca dell'invasione longobarda.
E sempre nell'ambito della convivialità e dell'ospitalità si collocano varie iniziative e progetti di marketing territoriale nate in questo lembo di Nordest. Da ricordare tra tutti quello presentato di recente dal Consorzio Friuli Venezia Giulia Vie dei Sapori, organismo interdisciplinare che raggruppa varie realtà produttive legate al mondo enogastronomico friulano, tra cui il Consorzio del Montasio, Jolanda De Colò (salumi d'oca), il Prosciuttificio Principe, Pomis (mele friulane), Nonino (grappe soprattutto, ma anche liquori), Oro Caffè, QManiago (coltellerie) e Gover (specialisti del fuoco a legna). Oltre a venti ristoratori ed altrettante realtà vitivinicole. Obiettivo: fare sistema per promuovere l'eccellenza friulana. Innegabilmente frutto di un mix di tradizione e innovazione.

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Gdoweek 493 | 7 settembre 2009 | di Fiorenza De Vincenzi |

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