da sin. Edoardo Gamboni (direttore commerciale Gruppo VéGé), Giovanni Arena (Presidente Gruppo VéGé), e Giorgio Santambrogio (amministratore delegato Gruppo VéGé)

Gruppo VéGé ha illustrato i propri piani commerciali e di marketing per il 2022 a una platea di oltre 400 manager, riuniti al Teatro Manzoni di Milano, e rappresentanti le imprese industriali fornitrici dei negozi del gruppo distributivo,. La ricerca delle convergenze è il tema conduttore dell’evento milanese, non a caso intitolato I nuovi progetti per crescere insieme.

A gennaio 2022, Gruppo VéGé avrà 35 imprese mandanti e oltre 3.800 punti di vendita per 2,75 milioni di mq di superficie commerciale, collocandosi al 1° posto per numero di punti di vendita (elaborazione interna su GNAC Nielsen Set 2021) e occupando la quinta posizione nel canale dettaglio con una quota di mercato stimata pari al 7,5% (elaborazione interna su Gnlc Nielsen, settembre 2021).

Giovanni Arena, Presidente Gruppo VéGé

"La presentazione all’industria del piano commerciale e di quello di marketing è un appuntamento cui teniamo in modo particolare sia perché è una consuetudine che fa parte della storia di Gruppo VéGé, ma ancor più perché è un segno di riconoscimento e di apprezzamento reciproco nel rispetto dei rispettivi ruoli -spiega Giovanni Arena, Presidente Gruppo VéGé-. Senza l’interlocuzione costruttiva con tutti i nostri fornitori non saremmo potuti arrivare a dieci anni consecutivi di crescita del fatturato al consumo, così come l’industria di marca ha beneficiato delle innovazioni che VéGé ha introdotto interpretando e, in taluni casi, anticipando il cambiamento".

Sostenibilità al centro e valorizzazione della prossimità

I nuovi progetti di sviluppo e di crescita illustrati dai vertici di Gruppo VéGé, si pongono in continuità con i valori e le strategie declinate con successo dal Gruppo, di cui rappresentano un’ulteriore evoluzione e approfondimento. Al centro di tutto campeggia la sostenibilità ambientale, sociale ed economica, praticata in modo da mettere al centro le persone e i loro bisogni. Da ciò discende il risalto dato alle iniziative che, nel corso dell’anno, saranno dedicate alla sostenibilità nutrizionale e alla lotta allo spreco alimentare con il coinvolgimento della clientela.

Giorgio Santambrogio, amministratore delegato GruppoVéGé

Nel 2022 Gruppo VéGé continuerà a investire nella crescita e nel potenziamento della rete di vendita attraverso 131 nuove aperture, l’acquisto di esercizi commerciali da concorrenti e le ristrutturazioni, privilegiando la realizzazione di format più adatti a fare dei punti di vendita un riferimento centrale e qualificante nella vita di città, paesi, quartieri e periferie.

"Gli ultimi due anni sono stati uno stress test severo sia per l’industria di marca sia per il nostro comparto -ha sottolineato Giorgio Santambrogio, amministratore delegato Gruppo VéGé-. La tenuta e i risultati ottenuti sono dipesi non solo dalla solidità delle organizzazioni ma anche e soprattutto dalla capacità di attingere risorse dai valori fondanti. Per fare un esempio concreto, il valore guida della vicinanza ai bisogni delle persone ci ha condotti nel 2021 a sviluppare un piano promozionale nazionale ancor più ficcante, che ha difeso il potere d’acquisto delle famiglie garantendo ai clienti dei punti di vendita del network VéGé risparmi per oltre 510 milioni di euro. Siamo convinti che partire da questa riacquisita centralità dei valori, sia la chiave per gestire un 2022 che si prospetta ricco di opportunità ma anche di incognite".

Alle parole di Santambrogio ha fatto eco la presentazione del nuovo piano di sviluppo commerciale. "l nostri piani commerciali e di marketing per il 2022 sono proiettati oltre la contingenza emergenziale, andando a disegnare una collaborazione con l’industria di marca che valorizzi al meglio le eccellenze nazionali e ancori il significato della parola convenienza al concetto di migliore qualità al giusto prezzo -aggiunge Edoardo Gamboni, direttore commerciale Gruppo VéGé-. L’eccezionale impennata dell’inflazione, aumentata a ottobre per il quarto mese consecutivo, è sicuramente un elemento destabilizzante che consiglia di mantenerci cauti e preparati a possibili scenari meno favorevoli. Un tasso d’inflazione annuo che si confermi superiore a quello programmato, infatti, andrebbe a deprimere i consumi, con il rischio che a fine 2022 ristagnino ancora sotto i livelli pre-pandemia. Sono certo, tuttavia, che con un lavoro di squadra, sarà possibile fare dell’anno che viene uno snodo fondamentale per incanalare Industria e Distribuzione verso un futuro sostenibile".

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