Il 100% veg sulle orme dell’assortimento biologico

Nat&Bio

L’universo 100% veg è pronto a spostare il baricentro. Composto da prodotti provenienti da diverse categorie merceologiche, attraversa una fase che -per fare un parallelo- somiglia all’approdo dei primi prodotti biologici nel modern retail e nella conseguente difficoltà delle catene di trovare una formula espositiva che possa massimizzarne visibilità e, quindi, rotazioni. Dai primi scaffali 100% prodotti bio, alla diffusione su scala maggiore complice l’aumento di referenze organic, oggi il bio non rappresenta più una nicchia, ma ha tassi di crescita di grande interesse, soprattutto nelle catene generaliste. identikit
Il 100% veg avrà lo stesso destino o questo fenomeno, come tante alte mode alimentari, si sgonfierà nelle prossime stagioni? Guardando a mercati più evoluti, come quello britannico, la tendenza 100% veg ha impattato profondamente sulla natura di prodotti di IV gamma, avvicinandoli alla categoria dei piatti pronti. “Generalmente –dichiara Martina Boromello, responsabile marketing Ortoromi- nel Regno Unito l’entrata dei punti di vendita non è caratterizzata dal reparto frutta e verdura, come generalmente avviene in Italia, ma da un reparto di food to go, ovvero piatti pronti velocissimi, dove l’offerta di frutta e verdura confezionata si spinge oggi verso la meal solution 100% veg. Frutta e verdura e piatti pronti 100% veg hanno una shelf life molto breve, all’incirca un paio di giorni: devono quindi poter contare su ritmi di rotazione elevati”. In Italia com’era prevedibile, gli addetti ai lavori hanno soluzioni differenziate tra loro in funzione di quale formula espositiva possa essere quella più corretta, una situazione tanto più giustificata dalla relativa novità di questa tendenza.

L'intero articolo su Gdoweek n. 13

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