Il biologico non teme la crisi e cresce del 5,4%

Produttori

Certo, il 2007 aveva visto il biologico sviluppare una crescita superiore al 10%, quindi, un 5,4% di incremento a valore può sembrare poca cosa. Ma in tempi di crisi, un simile risultato non è certamente trascurabile. Tanto più che la crescita del totale mercato alimentare, nel 2008, è stata del 4,4%. Inoltre, l'andamento del biologico risulta più favorevole rispetto ai consumi alimentari nel complesso, visto che questi risultano cresciuti in valore esclusivamente per l'impennata dei prezzi di vendita nel corso 2008, ma con una completa stabilità degli acquisti, mentre nel biologico si è registrato anche un incremento dei volumi delle vendite.
È quanto rileva l'Ismea che, sulla base di un'indagine panel realizzata in collaborazione con Nielsen, registra un valore degli acquisti domestici di prodotti bio confezionati pari a 2.793 milioni, di cui un 44,1% acquistati nell'area Nord-Ovest, che registra un incremento del 6,8% sul 2007. La seconda area di punta per il bio è il Nord-Est, stabile con il 27%, mentre il Centro+Sardegna e il Sud+Sicilia detengono rispettivamente una quota di mercato del 19,7% e del 9%. In Compenso, sono proprie queste due ultime aree a guadagnare maggiormente terreno, con un +8,5% per il Centro+Sardegna e +12,3% Sud+Sicilia.

Il trend dei singoli prodotti
Analizzando i singoli prodotti confezionati acquistati con marchio bio monitorati dall'Ismea, si nota, come già emergeva anche negli scorsi anni, che i primi cinque in ordine di valore costituiscono circa il 50% della spesa complessiva (lattiero caseari al 20%, seguiti dall'ortofrutta, al 19,5%, e dai prodotti della prima colazione, pari al 14%). Permane quindi ancora una forte concentrazione degli acquisti su pochi prodotti, fenomeno per di più in accentuazione rispetto al 2007.
Tra le merceologie, i maggiori tassi di crescita si rilevano per l'ortofrutta fresca e trasformata (+20% circa rispetto al 2007), prodotti per l'infanzia (+16%) e per pane, pasta, riso e uova, che su base annua hanno fatto segnare un incremento di oltre il 14%.
Molto più contenuta risulta l'incremento della spesa  per l'acquisto di bevande e di lattiero-caseari bio. In controtendenza, i prodotti della prima colazione (caffé, tè, biscotti, dolciumi ecc.) registrano un calo del 14% su base annua.
Relativamente alla frutta bio, nel 2008 i consumi in valore sono cresciuti del 5%. Per le mele, primo prodotto frutticolo anche nel 2008, si è registrato un aumento degli acquisti domestici di oltre il 10% sul 2007, con un'incidenza del 13,8% sul totale frutta bio. Seguono le banane, con un peso che sfiora il 9% e con una crescita dell'8,2%. In terza posizione si attestano le arance, che presentano un'incidenza dell'8,2%, ma che registrano una flessione del 7%.

Il discount cresce di più
La ripartizione dei dati per canale distributivo (la rilevazione Ismea non include i negozi specializzati, come, per esempio, i supermercati NaturaSì) rivela una crescita della spesa di oltre il 5% presso gli iper e i supermercati, mentre si riduce del 25% la spesa nelle superette.
Più rilevante l'aumento registrato nei negozi tradizionali (+17,3%) e nei discount (+45,9%), canali che rivestono un ruolo comunque limitato nel biologico.

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