Industria e distribuzione non si mettono d’accordo? Ci pensa un’intelligenza artificiale

    Ebbene sì, anche i rapporti industria e distribuzione stanno iniziando a gustare il loro momento disruptive. Ancora una volta è la tecnologia a metterci lo zampino e come sempre lo fa a fin di bene. I grandi protagonisti di questa trasformazione sono tre: Intelligenza Artificiale, Blockchain e Big Data.

    L’A.I. renderà l’esperienza d’acquisto sempre più personalizzata. Chatbot evoluti guideranno il cliente verso il percorso d’acquisto a lui più consono. E nel frattempo, sapranno sempre più cose su di lui; ottenendo così un nuovo sistema di Crm in grado di disegnare nuove logiche di offerta e di produzione. E, a proposito di produzione, robot umanoidi entreranno nel ciclo assolvendo i lavori più faticosi e più pericolosi o i più noiosi e ripetitivi.

    Tutte queste attività verranno registrate, misurate all’interno della blockchain in tempo reale e serviranno a determinare costi e prezzi dall’inizio della lavorazione alla vendita al cliente.

    Sarà sempre un’intelligenza artificiale a seguire i processi di consegna. logistica e inventari.

    In sintesi, integrando intelligenza artificiale e big data con la tecnologia blockchain si otterrebbe l’esperienza di vendita più economica, più equa e più responsabile. Inoltre, si andrebbero a risolvere i problemi di disponibilità del prodotto, ridurre gli sprechi di prodotto e migliorare l’esperienza del cliente.

    Un sistema in grado anche di collegare varie parti che sono comunemente al di fuori della mera catena del valore del retail, tutti gli stadi della produzione, gli scienziati, i laboratori, gli enti regolatori, certificatori coinvolti, i consumatori finali e così via.

    Riusciranno così retail e produzione trovare la pace nei loro rapporti, una volta irregimentati da un algoritmo progredito? Probabilmente le difficoltà non mancheranno e non è una questione di prezzo -la blockchain diventa ogni giorno meno costosa- ma noi speriamo vengano superate dalla voglia di innovare e di trovare nuove vie di collaborazione, dando un nuovo significato al termine trust, perché la fiducia del consumatore si può ottenere ma solo se si lavora (bene) insieme.

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