Invidia? No grazie. Sì all’ottimismo

“Italia paese invidioso. L’invidia porta alla paralisi e fa fuggire i talenti” Federico Rampini Linkontro2015

Ritroviamo dunque l’ottimismo dei nostri padri e dei nostri nonni, quello del dopoguerra, quello che faceva guardare avanti, perché dietro non era rimasto nulla. Anche per noi molto è andato perso, chi come me faceva l’Università negli anni Ottanta si guardava in giro e vedeva solo benessere, ma nell’aria c’era qualcosa di malsano che allora non sapevo capire. L’Italia dei benefici, delle mazzette, dei furbetti, sembra arrivata al capolinea non perché sia scomparsa, ma perché non è più economica neanche per chi gli anni Ottanta li ha cavalcati egregiamente. Torna il tempo di chi sa fare, che non ti fa guadagnare tutto in un botto, ma che premia chi alacremente produce con dignità e orgoglio. Non ho una sfera di cristallo, però l’impegno c’è, non per me, ma per mia figlia che ha solo sei anni e comincia a pensare che gli insetti saranno parte del suo menù, per mio figlio che ne ha 20 e che alla Porsche preferisce il carsharing. Loro si meritano di meglio ed è compito nostro preparargli un #futuromigliore.

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