Just Eat compie 10 dieci anni in Italia, paese chiave per il Gruppo di origine danese, con sede ad Amsterdam, e annuncia investimenti e progetti per consolidare la presenza e il valore generato sul territorio con la creazione di nuovi posti di lavoro, l’introduzione del servizio di consegna (delivery) in nuove città e l’aumento dell’offerta di ristoranti. Entro fine 2021 è prevista l’apertura a Milano, De Castillia 23 (quartiere Isola), del nuovo customer care interno, che, a regime, conterà oltre 200 addetti. L’obiettivo è migliorare il servizio, fornendo una migliore esperienza ai ristoranti partner e ai clienti, aumentando allo stesso tempo il coinvolgimento dei propri dipendenti. La sede del nuovo customer care ospiterà gli oltre 400 dipendenti previsti a inizio 2022.

Da sinistra: Daniele Contini (country manager Just Eat Italia), Valentina Pontiggia (direttore Osservatorio eCommerce B2c Politecnico di Milano), Alessandro Lazzaroni (general manager Burger King Restaurants Italia), Matteo Pichi (fondatore di Poke House) e Lorenzo Rossignoli (direttore area formazione per il lavoro, Comune di Milano)

Il progetto del nuovo customer care si affianca al consolidamento del modello di delivery proprietaria, con oltre 6.000 rider assunti con il contratto nazionale del settore logistica, trasporto merci e spedizioni, e l’apertura delle sedi logistiche e organizzative dei ciclofattorini (rider), prevista a inizio 2022.

Il piano per l’Italia prevede, inoltre, l’espansione del servizio delivery nelle città, con l’ingresso in importanti centri come Palermo, entro novembre 2021, insieme all’aumento dell’offerta dei ristoranti, fino al 75% della copertura nazionale.

L’azienda consolida così il percorso iniziato 10 anni fa in Italia, quando ha avviato la propria attività da pioniera del digital food delivery, ospitando 200 ristoranti nel primo anno e registrando 2.000 ordini il primo mese. Oggi Just Eat conta oltre 24.000 ristoranti, con una crescita annuale del 50%, in 1.300 comuni italiani, coprendo il 66% della popolazione.

Solo il 5% della popolazione italiana è cliente Just Eat contro il 40% degli inglesi. Daniele Contini, country manager di Just Eat Italia, parte di Just Eat Takeaway.com, uno dei leader nel mercato della consegna di cibo a domicilio, sottolinea questa cifra per dimostrare quanto ampi siano i margini di sviluppo nel nostro paese. Le ponderate relative alla diffusione geografica del servizio sono ben più importanti: come ha spiegato Valentina Pontiggia (Politecnico di Milano) il 100% delle provincie italiane è coperto da almeno una iniziativa nel food delivery; la quota scende, ma è in crescita da diversi anni, nel caso dei comuni: 17% di essi ha un presidio di questo tipo (erano il 6,5% del 2019). Nel 2021 il 68% della popolazione che nel 2021 ha accesso potenziale al servizio di digital food delivery. Nel 2017 il mercato degli acquisti di cibo tramite delivery ammontava a 200 milioni di euro. Nel 2021 siamo a quasi 1,5 miliardi di euro, cioè oltre il 40% di tutto il cibo venduto online.

Per l'esattezza, il settore digital food delivery nel 2021 è cresciuto di quasi il 60% (+59%) raggiungendo il valore di 1,5 miliardi, il più dinamico dell’eCommerce. Dei circa 40 miliardi generati dall’eCommerce, il food & grocery rappresenta il 10% del totale, per un valore di circa 4 miliardi, +38% nel 2021. All’interno di questo comparto, l’alimentare vale circa 3,6 miliardi, di cui il 42% è rappresentato dal digital food delivery, il 37% dal grocery alimentare e il 21% dall’enogastronomia.

"Siamo orgogliosi del percorso fatto fino ad oggi e dell’evoluzione che abbiamo avuto, prima come pionieri e ora come leader di questo mercato -commenta Daniele Contini, country manager di Just Eat Italia-. Abbiamo iniziato in un appartamento di Milano in 8 persone, oggi siamo oltre 300 e abbiamo assunto 6.000 rider. Il mercato ha enormi potenzialità. I ristoranti investono maggiormente sulla delivery, le piattaforme facilitano la digitalizzazione del processo, i clienti apprezzano e aumentano la frequenza di utilizzo, ci sono altre potenziali occasioni di consumo come l’asporto, il grocery, la ristorazione in ambito aziendale. Il nostro futuro prevede investimenti, percorsi di consolidamento e sviluppo. Oltre a una grande sfida: crescere in modo sostenibile anche dal punto di vista etico, sociale e ambientale".

Breve storia di Just Eat: evoluzione della cucina e dei gusti in Italia

Just Eat nasce come piattaforma marketplace per connettere i ristoranti che hanno il proprio servizio di delivery con i consumatori. Nel 2019 lancia il servizio di delivery proprietaria con possibilità di attivarlo anche ai ristoranti che non fanno consegne in autonomia. A luglio 2020 Just Eat e Takeaway.com annunciano la fusione, dando vita al leader globale del digital food delivery.

In questi 10 anni Just Eat ha consegnato 23.000 chilometri di pizza, 5 milioni di hamburger, 156 milioni di roll sushi, 16 milioni di palline di gelato, 3 milioni di chili di patatine fritte. Sono solo alcuni dei numeri che raccontano la storia dei 10 anni di Just Eat in Italia, tra evoluzione dei consumi e sostegno ai ristoratori nel lancio di nuovi format di tendenza. Inizialmente le cucine più popolari erano pizza e kebab, a cui si sono aggiunte negli anni le cucine orientali e da tutte le parti del mondo, fino a raggiungere oggi oltre 90 tipi di cucine diverse disponibili sulla piattaforma. Il primo ristorante attivo su Just Eat nel 2011 è Mozzarella e Dintorni a Milano, che ancora oggi è in piattaforma. Negli anni, oltre a migliaia di ristoranti indipendenti, si sono unite anche le grandi catene, continuando a garantire un’ampia offerta per i consumatori.

Emissioni zero per il 2030

Fra gli obiettivi di Just eat ci sono quelli di raggiungere emissioni zero per le proprie attività entro il 2030, continuando a lavorare sulla mobilità verde per i ciclofattorini, combattendo lo spreco di cibo e promuovendo l’utilizzo di confezioni sostenibili con azioni dedicate ai ristoranti partner sono le priorità di Just Eat per i prossimi anni. Un impegno di lungo termine, con programmi volti a ridurre l’impatto del cibo a domicilio sull’ambiente, che si muove su tre grandi direttive: lotta allo spreco alimentare, riduzione dell’inquinamento atmosferico, e impegno per creare un ambiente di lavoro inclusivo ed equo. A febbraio del 2017 l’azienda ha lanciato Ristorante Solidale, un progetto che mette in contatto chi prepara il cibo con chi ne ha più bisogno, per evitare lo spreco di cibo e aiutare allo stesso tempo le persone in difficoltà. Ad aprile 2020 Just Eat ha introdotto le confezioni biodegradabili e compostabili e oggi la busta dedicata alla confezione per i ristoranti partner è totalmente senza plastica.

Tra le priorità del 2022 la mobilità verde (green mobility), con l’introduzione negli hub dei mezzi elettrici per i ciclofattorini che, e questo è un altro obiettivo, Just Eat vorrebbe assumere a livello globale con contratti di lavoro dipendente.

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