KFC Italia ha chiuso il 2025 con una crescita significativa: 150 ristoranti attivi, 3.750 persone impiegate e un giro d’affari di 230,4 milioni di euro, il 29% in più rispetto al 2024, oltre il doppio della media del segmento Qsr (Quick service restaurant) in Italia. I clienti serviti sono stati 30,5 milioni (+22%) e l’azienda ha investito oltre 30 milioni di euro per sostenere lo sviluppo della rete.
Guardando al 2026, KFC prevede 35 nuove aperture che porteranno il network a 185 ristoranti, con oltre 800 nuovi posti di lavoro e ricavi stimati a 281 milioni di euro (+22% rispetto al 2025). Il piano triennale punta a 250 locali entro il 2028, con un investimento complessivo di 105 milioni di euro e oltre 6.000 dipendenti.
“Il 2025 rappresenta per KFC Italia molto più di un anno record: è la conferma che il nostro modello di sviluppo è solido, distintivo e pienamente in sintonia con l’evoluzione del mercato - commenta Corrado Cagnola, Ad di KFC in Italia -. In un contesto in cui il segmento Qsr in Italia cresce a un ritmo tra i più alti al mondo, noi abbiamo scelto di alzare ulteriormente l’asticella, registrando un +29% di ricavi, il doppio della media del comparto. Questo risultato è frutto di una visione chiara e di un’esecuzione coerente. I consumatori chiedono qualità, velocità, accessibilità e un’esperienza sempre più digitale e omnicanale. Noi abbiamo interpretato questa trasformazione investendo oltre 30 milioni di euro nel 2025 e abbiamo un piano di investimenti complessivo di almeno 105 milioni nei prossimi 3 anni. Ma la crescita dimensionale è solo una parte del nostro progetto – continua Cagnola -. Il futuro della ristorazione commerciale sarà sempre più fondato sull’integrazione tra tecnologia, prodotto ed esperienza. Stiamo investendo in piattaforme digitali proprietarie e tecnologia per conoscere meglio i nostri client, che sono sempre al centro della nostra attenzione, e offrire un’esperienza personalizzata e fluida, dal drive-thru al servizio al tavolo, sino all’interazione via app. Allo stesso tempo, continuiamo a innovare il menu. KFC vuole essere un punto di riferimento per tutto il settore, non solo per performance economiche, ma per capacità di creare lavoro stabile, valorizzare il talento delle persone e operare con responsabilità, dall’efficienza energetica alla lotta allo spreco alimentare”.
Sul fronte della gestione dei ristoranti, KFC incrementa progressivamente la quota di store a gestione diretta: erano il 16% della rete a fine 2025, saranno il 17% nel 2026 e il 19% entro il 2028. La maggior parte dei locali resta in franchising, affidata a 23 partner imprenditoriali nel 2026, fondamentali per la diffusione capillare del brand e per l’occupazione locale.

L’innovazione rappresenta un pilastro dello sviluppo di KFC Italia e si articola su più fronti: tecnologico, di prodotto ed esperienza. Sul piano digitale, l’azienda investe in piattaforme proprietarie e soluzioni tecnologiche per migliorare la conoscenza dei clienti, personalizzare le offerte e incrementare l’engagement, anche attraverso meccaniche di gamification. Sul fronte del menu, l’analisi dei trend di consumo ha portato a lanci come la linea Superglassati e a sviluppi di ricette che combinano sapori italiani e street food etnico, affiancando i prodotti iconici del brand. L’esperienza nei ristoranti evolve verso un approccio omnicanale e fluido, con progetti pilota come il flagship di Roma Tritone, laboratorio di sperimentazione per tecnologia e customer experience, dal servizio al tavolo esclusivo al drive-thru sempre più rapido e flessibile.
L’impegno verso la sostenibilità è parte integrante della strategia italiana del brand. Tutti i ristoranti adottano linee guida internazionali per efficienza energetica e idrica e per l’utilizzo di packaging sostenibile. Dal 2017 prosegue il progetto Harvest, con il recupero quotidiano delle eccedenze alimentari, donate a organizzazioni locali in collaborazione con il Banco Alimentare. Queste iniziative testimoniano come KFC miri non solo alla crescita economica, ma anche alla responsabilità sociale e ambientale.






