La Carta per il Recovery Plan: cosa propone la filiera

Più proposte arrivano dalla filiera della carta racchiuse nella Carta per il #RecoveryPlan presentata da Federazione Carta Grafica, Comieco e Unirima e incentrata su quattro principi ritenuti strategici: biodegradabile, riciclabile, compostabile e rinnovabile. Si tratta di obiettivi sostenibili alla base del Piano nazionale di ripresa e resilienza per l’utilizzo delle risorse del #RecoveryFund assegnate all’Italia.

Le proposte

La proposte si muovono su tre direttrici principali - spiega Girolamo Marchi, presidente della Federazione Carta e Grafica-. La prima proposta è mettere la filiera nella condizione di aumentare la capacità di riciclo della carta da parte delle cartiere e degli scarti al servizio dell’ambiente e dell’efficienza energetica. Aumentando l’utilizzo dei materiali prevalentemente rinnovabili (fanghi e residui), scartati dai processi di lavorazione si possono produrre bio-combustibili integrando il gas, ad oggi la fonte che alimenta in cogenerazione il comparto cartario in Italia e in Europa (il consumo nel 2019 è stato di 2,5 miliardi di mc)”.

 

 

La seconda proposta è quella di promuovere la ricerca e lo sviluppo a livello industriale di nuovi processi e nuovi prodotti necessari a sostituire quelli impattanti sull’ambiente. Su questo aspetto interviene Amelio Cecchini, presidente di Comieco: “Le caratteristiche della carta fanno sì che il settore cartario abbia un importante campo di espansione industriale nella creazione di nuove filiere dell’imballaggio bio-based, riciclato e riciclabile, così come di prodotti mono-uso ad alto contenuto di riciclo, rinnovabili e riciclabili che rispondono anche alle nuove abitudini di acquisto e consumo degli italiani”.

La terza proposta della filiera riguarda lo sviluppo ulteriore della digitalizzazione per migliorare la logistica e la tracciabilità dei rifiuti e degli scarti.

Attraverso strumenti di trattamento più avanzati sarà possibile aumentare anche la qualità del materiale riciclato ottenuto dagli impianti di recupero/riciclo” commenta Giuliano Tarallo, presidente Unirima.

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