La casa come un rifugio… di alta tecnologia

L'epidemia di Covid 19 ha cambiato le abitudini e i consumi degli italiani e così nel 2020 si è ridotta la spesa per i grandi elettrodomestici e per i prodotti del consumer electronics mentre è aumentata quella per l’information technology e per i piccoli elettrodomestici.

È quanto emerge dalla 27a edizione dell’Osservatorio Findomestic (Gruppo BNP Paribas), realizzato in collaborazione con Prometeia.

“Nel 2020”, afferma Claudio Bardazzi, responsabile dell’Osservatorio Findomestic, “Gli acquisti di beni durevoli monitorati da Findomestic, veicoli, mobili, elettrodomestici e hi-tech, sono scesi a 61,3 miliardi di euro con una contrazione dell’11,4% rispetto al 2019, in linea con il trend generale dei consumi. Si interrompe così una dinamica positiva che durava da sei anni consecutivi. L’andamento dei consumi riflette i cambiamenti radicali innescati dall’emergenza sanitaria. L’esplosione dello smart working e della didattica digitale integrata ha restituito centralità alla dimensione familiare, orientando il lifestyle verso la funzionalità, la sicurezza e il comfort degli ambienti domestici. Lo spiegano chiaramente due dati: +30% per i congelatori e +37% per le wine cabinet. La casa diventa, al contempo, un rifugio e uno spazio sempre più votato al benessere, a fronte di un contesto generale dove è difficile muoversi, socializzare e in parte anche lavorare”.

Con quali differenze territoriali?

“Nei primi due trimestri del 2020 i durevoli hanno subito un calo rispettivamente del 20,8% e del 31,1%, per arrivare poi al rimbalzo del 13% nel periodo compreso fra luglio e settembre. Con una spesa complessiva di 12,3 miliardi di euro, la Lombardia rimane la regione con la maggiore incidenza in valore assoluto con il 7,5% sui consumi dei durevoli, davanti al Lazio con 5,9 miliardi, pari a una crescita del 3,6%, e al Veneto con 5,8 miliardi e +3,5%. Il territorio lombardo, tuttavia, è anche quello che patisce il calo percentuale più consistente: -12,7%, seguito dal Veneto con -12,4%, e dalle Marche, -12%. La contrazione si rivela, invece, meno marcata in Molise con -7,9%, Friuli-Venezia Giulia, -8,4%, Puglia e Trentino-Alto Adige, -8,7% per entrambe”.

Claudio Bardazzi, responsabile Osservatorio Findomestic

Entrando più nel dettaglio, ecco chi ha beneficiato maggiormente del rimescolamento della tecnologia domestica. “I vari mercati hanno senz’altro registrato performance diverse. L’impennata dell’information technology, con +23,5%, alimenta un giro d’affari complessivo da 2,4 miliardi di euro: si tratta dell’unico segmento con bilanci positivi in tutti i singoli mesi del 2020, con un picco di crescita del 47,8% a maggio. Tra i prodotti di maggior successo figurano le webcam, con +60,3%, i Pc portatili, +53,1% e anche i tablet con un +20,7%: esito della svolta smart del lavoro e dell’istruzione”.

Ai numeri dell’It contribuisce lo sviluppo dell’e-Commerce (26,5% di quota).

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