Le nuove ambizioni dei discount

Il format discount piace agli italiani, che in questi anni di crisi hanno scelto di spendere buona parte (se non interamente) il proprio budget in questo canale. Lo dice l’Istat, con vendite in attivo per i discount a discapito di super e iper, e la storicità delle insegne presenti in Italia: molte hanno doppiato i vent’anni di attività. L’arrivo atteso per il prossimo anno di Aldi e Leader Price (insieme a Crai) potrebbe cambiare lo scenario italiano, obbligando le insegne a rinnovarsi interpretando a proprio modo i temi della localizzazione, della flessibilità e della qualità. “In questo mercato dove il vantaggio competitivo dura sei mesi -afferma Massimiliano Rossi, direttore commerciale e marketing di Iges (Todis)- velocità e flessibilità sono la chiave per interpretare in maniera appropriata le abitudini di consumo. Più che chiedersi come si evolve il discount, bisogna chiedersi come si evolve il concetto di retail”. Del resto, all’estero, altre formule esistono, come quella di Costco, l’insegna americana che, nel 2017, approderà per la prima volta in Francia (con ambizioni di sviluppo importanti), con il suo format basato sui concetti di membership, spesa semplificata, maxi confezioni e prezzi bassi , una ulteriore variante discount non (ancora) diffusa in Europa.

Convergenze parallele
La formula “soft” del discount all’italiana si è ulteriormente evoluta guardando al format supermercato, dal quale ormai si differenzia quasi solo per il focus più orientato al prezzo. Gli assortimenti sono cresciuti in numerica di referenze e coprono tutte le fasce di prezzo, anche quella premium; sono stati ampliati i freschi, come conferma la presenza della gastronomia assistita. “Anche Aldi, antesignano dell’hard discount, si è spostato verso un formato meno duro -dichiara Luca Pellegrini presidente di TradeLab-: assortimento più ampio, con una quota di grandi marche, fresco ben trattato, addirittura il pane, come Lidl, e linee di gamma alta; dall’altra parte, un’idea di supermercato che per certi aspetti cerca di somigliare al discount, penso a U2, con una quota crescente di marca commerciale, o Mercadona in Spagna. Due linee di convergenza. È un modo per uscire dalla logica di povertà verso il low cost, l’Ikea del food, e cercare di convincere i propri clienti ad acquistare al discount tutta la spesa, non solo una parte”.  Lo confermano anche Giuseppe Marotta, direttore generale di Ekom, Gruppo Sogegross, e Patrizio Podin, presidente di Md Spa, che aggiunge: “Non credo ci sarà una grande evoluzione, anche i competitor oggi si presentano sul mercato già in maniera adeguata: puntiamo sul fresco, una tendenza consolidata da ormai circa tre anni, e abbiamo sposato sin dalla nascita il marchio commerciale, che ha una quota vicina al 90%”.

Articolo completo su Gdoweek n. 18

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