Le private label secondo Amazon

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Amazon adotta logiche da retailer brick & mortar per erodere lo spazio di mercato alle insegne che operano sul mercato fisico, negli Stati Uniti e in tutto lo scenario internazionale. Uno degli elementi più evidenti di questa mutazione è il crescente uso della leva delle private label nelle politiche assortimentali, attraverso il lancio di linee a proprio marchio sui mercati più significativi. Infatti, partito da segmenti legati alla sua iniziale maggiore focalizzazione sulla tecnologia (chiavette Usb, cavi, ecc), Amazon ha progressivamente ampliato il proprio raggio d’azione, approdando agli accessori sempre del mondo hi-tech (zaini, borse, ecc) per sbarcare nell’abbigliamento  (ad oggi sviluppato principalmente in Usa e Canada) e arrivare, di recente, al debutto nel food: Mama Bear, la firma del babyfood, e Happy Belly, il fantasy name usato per caffè, frutta secca e snack salati, sono gli ultimi lanci che spostano il campo di battaglia da un’attività di e-tailer puro a un’identità ibrida nella quale convergono diverse anime. “I pure player dell’eCommerce -dichiara Cristina Ziliani, Professore Associato di Marketing del Dipartimento di Economia dell’Università di Parma e Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Fedeltà- stanno elevando drasticamente le aspettative dei consumatori nei confronti delle esperienze di acquisto del mondo fisico, lavorando su pricing, servizio, Crm e iniziative loyalty”.

Il portafoglio prodotti
Difficile oggi dire con precisione quanti sono esattamente i brand in portafoglio, non solo per la globalità dell’offerta, ma anche per l’utilizzo di nomi di  fantasia.  Non  solo:  ricercando,  attraverso il database del website Justia.com, specializzato in questioni legali, copyright, proprietà dei marchi, si scopre che Amazon Technologies Inc. (società parte dell’universo Amazon) ha già registrato all’incirca 400 brand dedicati a diversi mercati, food e non food, la maggiore parte dei quali ancora nel cassetto (con anche poche possibilità di trasformarsi realmente in linee di prodotto). Al di là del folklore, alimentato anche dalla proverbiale riservatezza di Amazon, la stima odierna è che sono circa 3.000 gli item a marchio presenti nell’offerta del leader mondiale dell’eCommerce, con una netta impennata dei lanci nell’ultima stagione. Il debutto nel food che fa presagire un cambio di passo, che avverrà su scala planetaria.

L'articolo completo su Gdoweek n. 15

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