L'introduzione dell'intelligenza artificiale nelle aziende viene spesso percepita come un’operazione puramente tecnologica. La prassi comune vede le aziende ingaggiare un team di super esperti, acquistare una piattaforma all'avanguardia e disegnare una complessa roadmap sfociando poi in un annuncio in pompa magna durante una convention aziendale. Un modo facile e lineare, ma anche il binario più sicuro per far sì che l’intelligenza artificiale non entri mai concretamente nel tessuto profondo e quotidiano dell’organizzazione.
La provocazione, lanciata dal palco dell'Ai Week, arriva da Despar Nord (Aspiag Service), parte del gruppo Spar Austria. Con un network imponente che unisce gestione diretta e affiliazione nel Nord-Est e in Lombardia, oltre 12.000 collaboratori e un fatturato che supera i 2,7 miliardi di euro, Despar ha scelto di scardinare l'approccio rigidamente calato dall'alto quando si parla di innovazione digitale. Massimo Salviato, amministratore delegato di Aspiag Service, ha chiarito subito la visione del gruppo: "La nostra convinzione molto semplice è questa: la tecnologia non è un fine, è uno strumento. E uno strumento funziona quando le persone decidono di prenderlo in mano e usarlo per generare valore".
"Se l'intelligenza artificiale viene calata dall'alto -continua Salviato - i collaboratori finiscono per subirla, iniziano a temere per il proprio posto di lavoro e, a lungo andare, la respingono erigendo barriere. Al contrario, se si riesce a fare in modo che siano le persone stesse a portare l'Ai dentro l’azienda, l’innovazione diventa organica, accettata e immediatamente produttiva" continua Salviato. La tesi di fondo di questa strategia ridefinisce la tecnologia non come un fine aziendale, ma come un mero strumento operativo. Uno strumento, per sua natura, funziona al meglio solo se le persone decidono di prenderlo in mano spontaneamente per generare valore condiviso. Se invece sono le persone stesse a portarla dentro i processi, l’innovazione diventa organica, accettata e immediatamente produttiva.
Un modello di governance alternativo dove HR e IT siedono allo stesso tavolo
Il manifesto di questa filosofia ha preso il nome di Ai Fridays, un percorso formativo e progettuale continuo sviluppato in stretta collaborazione con il partner Arsenalia. Fin dal suo concepimento, il programma è stato guidato da un'intuizione precisa, ovvero il rifiuto di trasformare l'adozione tecnologica nell'ennesimo progetto IT isolato, preferendo impostarlo come un vero progetto di persone e per le persone. Per questa ragione, la governance che muove gli Ai Fridays si basa su un equilibrio paritetico e quasi rivoluzionario per gli organigrammi tradizionali della gdo. Il progetto è infatti co-diretto a quattro mani dalla direzione sviluppo risorse umane e dalla direzione IT. Entrambe le funzioni siedono stabilmente allo stesso tavolo, condividendo non solo le decisioni strategiche e operative, ma attingendo anche al medesimo budget.
Quello che a prima vista potrebbe sembrare un semplice dettaglio organizzativo o un compromesso burocratico rappresenta in realtà una fondamentale scelta di campo culturale. L’obiettivo ultimo della catena non è quello di isolare una task force di pochi scienziati dei dati all'interno di un ufficio direzionale, bensì quello di abilitare e formare centinaia di ambassador commerciali, logistici e di marketing. Figure trasversali che, grazie a questo percorso, riescono a comprendere esattamente cosa l'algoritmo possa fare per migliorare e semplificare il loro specifico mestiere quotidiano.
Nello store e magazzini attraverso i casi d'uso sul campo
I risultati tangibili di questo approccio dal basso si misurano direttamente sulla risoluzione degli attriti quotidiani che storicamente rallentano i diversi nodi della catena del valore, a partire dalle operazioni interne ai punti di vendita. Nei negozi, il personale si trova spesso nella condizione di dover reperire con urgenza informazioni su procedure complesse o sulla risoluzione di problemi tecnici. La ricerca manuale tra faldoni e documenti digitali frammentati generava spesso una forte frustrazione, spingendo i collaboratori a tempestare di telefonate l'assistenza IT interna. Despar ha risolto il problema implementando un chatbot dedicato ai punti di vendita, grazie al quale lo staff ottiene risposte immediate in totale autonomia, l'efficienza del servizio al cliente migliora e il team IT viene liberato da compiti ripetitivi per concentrarsi su attività a più alto valore.
Lo stesso impatto positivo ha ridefinito le dinamiche della logistica e della gestione dei flussi di magazzino, un'area storicamente legata a processi manuali e a un massiccio utilizzo di carta per la compilazione della cosiddetta lista spunte per il carico dei camion. Attraverso l'ascolto attivo delle esigenze dei magazzinieri durante le sessioni degli AI Fridays, l'intero processo è stato digitalizzato tramite l'introduzione di tablet industriali. Questa transizione ha azzerato l'uso della carta e ridotto drasticamente gli errori di caricamento, permettendo al personale di percepire l'intelligenza artificiale come un alleato che semplifica la fatica quotidiana e non come un freddo strumento di controllo.
Infine, i benefici hanno toccato anche gli uffici direzionali e i reparti strategici come il Marketing e il Legal. Nel primo caso, l'applicazione di algoritmi di sentiment analysis ha ridotto i tempi di elaborazione e analisi dei dati di mercato da due settimane a sole due ore. Nel secondo caso, l'ufficio legale ha iniziato a sfruttare i sistemi predittivi e di monitoraggio per seguire in tempo reale le repentine evoluzioni legislative, mitigando i rischi di compliance in un settore dinamico e fortemente regolamentato come la gdo.





