Mettiamo a valore quello che abbiamo imparato nel lockdown

    Tempo di rimettere in fila le proprie priorità, non solo per le persone ma anche per le aziende.

    La gdo non ha avuto, nel bene e nel male, la possibilità di fare troppe riflessioni: si è trovata in prima linea, ha vissuto un’esperienza che ha messo sì a nudo le inefficienze, ma che ha anche tracciato nuove vie di sviluppo e, sicuramente, ha cambiato le priorità, questa è la vera novità cui guardare ora: ciò che prima era ritenuto, marginale e irrilevante, oggi è in cima alla lista.

     

     

    Prima di tutto, il mondo web. Adesso, è arrivato il momento di guardare all’eCommerce non come a un’urgenza (perché lo è già stata) ma nemmeno come alla panacea di tutti i mali; l’eCommerce ha la necessità di essere messo nella condizione di diventare redditizio e non è, ne sarà, un’operazione facile. Si dovrà trovare una soluzione per controbattere ad Amazon, con le sue consegne in due ore (per i membri Prime Now), i suoi algoritmi che regolano prezzi e sconti e un sistema logistico inappuntabile. L’ultra prossimità potrà essere una risposta?

    Inoltre, nella to-do list del retail, c’è la messa a punto di un sistema in grado di sfruttare appieno i dati, innumerevoli, che l’utilizzo dell’eCommerce mette al servizio della catena, coniugandoli con tutti quelli già a disposizione tramite carte fedeltà, beacon ecc.

    La distribuzione, nell’emergenza, si è scoperta “agile”, un effetto che dovrà essere mantenuto e nutrito, se si vogliono sfruttare (e quindi far rendere) al massimo i dati che arrivano dalla spinta del web.

    Anche le promozioni cambieranno, per effetto di una nuova struttura dell’offerta e perché la vera omnicanalità non prevede che due canali della stessa insegna abbiano promozioni e prezzi diversi tra loro. Certamente, sarà più facile fare offerte personalizzate, che siano in grado di cogliere le nuove nicchie di clienti.

    Infine, probabile che si avranno clienti più fedeli, vantaggio da non sottovalutare: chi ha trovato nell’online una soluzione finirà, per comodità, con l’usare un solo sito, quindi, il cherry picker non sarà più una figura rilevante negli acquisti online di food.

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