Un tocco di via Monte Napoleone alla Centrale di Milano. Taglio del nastro esclusivo questa mattina al piano binari: Nuovo Bar Centrale by Cova crea un'atmosfera di storica ed esclusiva milanesità in una Stazione ferroviaria che è anche un mondo e una meraviglia architettonica, e che ha visto molte aperture di locali e ristoranti di marchi internazionali come l'ultima in ordine di tempo, di Pret A Manger.
Con l'apertura dello chiccoso Cova in Centrale si chiude un'epoca che solo i milanesi che vivono da decenni nel capoluogo lombardo conoscono o ricordano. Gli storici Bar Centrale e il Gran Bar erano entrambi gestiti dalla Sarf Spa, che per quarant'anni ha mantenuto questi spazi nello stile dei tradizionali buffet di stazione, ancora oggi diffusissimi nelle stazioni più piccoli, in provincia, e in linea con un'immagine un po' retro, anni Ottanta-Novanta, epoca in cui una grande destinazione ferroviaria come Milano Centrale non aveva ambizioni retail cosmopolite e moderne. La trasformazione della Stazione Centrale in un centro commerciale di livello internazionale aveva reso queste attività anacronistiche, anche se alcuni giudizi che abbiamo letto sulle testate locali suonano francamente esagerati. Innanzitutto perché il "vecchio" Bar Centrale sembrava un po' più grande dell'attuale Cova, forse perché aveva i tavoli interni. Il nuovo locale non ha sedute, niente tavoli: è concepito solo per il consumo standing (in piedi) o on-the-go.
Tornando alla Sarf, cioè al vecchio gestore, la situazione si è sbloccata quando Grandi Stazioni Retail (GSR) ha raggiunto un accordo per chiudere i contratti d’affitto in anticipo rinunciando a una somma cospicua pur di liberare questi spazi strategici, in particolare quello del Bar Centrale.
Cova international
La storica Maison della pasticceria milanese, fondata nel 1817, è da oltre due secoli un simbolo di eleganza e tradizione: nata nel cuore di Milano, ha forse visto entrare tanti clienti esclusivi come Manzoni e Stendhal. Fin dalle sue origini, Cova è infatti meta di viaggiatori, intellettuali, imprenditori e cosmopoliti. Dalla storica sede di via Monte Napoleone, la Maison ha intrapreso un viaggio che l’ha portata nei luoghi più o meno lontani del mondo, da Parigi a Tokyo, da Shanghai a Dubai: ha 37 punti di vendita soprattutto in Asia e Medio Oriente, ma anche a Montecarlo, Atene, Istanbul. Il locale aperto in Stazione Centrale a Milano è il secondo store nel capoluogo lombardo dopo quello di Monte Napoleone (e senza considerare il pop up aperto alla Triennale di Milano). Francesco Tagliapietra, da pochi mesi ceo di GSR, non ha specificato il giro d'affari atteso dal nuovo locale, ma a regime dovrebbe aggirarsi tra i 4 e i 5 milioni di euro. Ipotizzando un giro d'affari di 4 milioni di euro, avremmo una produttività al mq di quasi 27.000 euro!

Due passi alla Stazione
Quando si entra nel monumentale e rumoroso antro della Centrale e -non assillati dal tafano della fretta lavorativa- si alza lo sguardo verso le decorazioni e le statue, anche il meno sensibile alla bellezza rimane sempre ammirato dall'architettura di questa stazione, inaugurata nel 1931 su progetto dell’architetto Ulisse Stacchini, la seconda stazione ferroviaria italiana per numero di passeggeri, dopo Roma Termini, e una delle più importanti d’Europa. Si resta quasi basiti dall'intreccio degli stili, dal Neoclassico al Liberty, fino all’Art Déco, che riflette l’ambizione e la monumentalità dell’Italia del primo Novecento. Tra gli elementi più scenografici, la Galleria delle Carrozze, con i suoi rilievi e medaglioni decorativi firmati da Giannino Castiglioni, introduce il viaggiatore in un universo fatto di marmo, luce e movimento. Dietro la facciata imponente (larga 207 metri e alta 50) si aprono ambienti spettacolari come il salone delle biglietterie, le monumentali scalinate e la grande tettoia in ferro e vetro, che sovrasta i 21 binari.
Con la nuova apertura del Nuovo Bar Centrale by Cova, la Maison torna protagonista in un luogo simbolo di Milano, forse alla pari con Piazza del Duomo. Il progetto prende vita nella Galleria dei Mosaici. Al centro del locale dominano l'imponente bancone in legno dal gusto rétro, con l'immancabile orologio a simboleggiare, più che il tempo in stesso, le tirannie orarie del dinamismo e del viaggio, e un candelabro in cristallo.





