Poke House, la catena di "pokerie" (locali specializzati nel poke bowl californiano) nata a Milano, ma con ambizioni di sviluppo nazionale, ha ottenuto un nuovo finanziamento di 5 milioni di euro guidato dal fondo di venture capital Milano Investment Partners (Mip) che acquisisce una quota del 25% della catena fondata da Matteo Pichi e Vittoria Zanetti.

"I proventi di questo round di finanziamento verranno utilizzati per rinforzare il nostro team attraverso l’ingresso di profili esperti già individuati -precisa Matteo Pichi, ceo e cofondatore di Poke House-. Sono tutte figure con cui condividiamo l’amore per il food e l’ospitalità, e l'ambizione di sviluppare soluzioni tecnologiche atte a fidelizzare e ringraziare la nostra community, offrendo servizi alla loro altezza".

Con 8 locali aperti in poco più di un anno, 3 nuove aperture nei prossimi 10 giorni, una squadra di più di 100 persone e un fatturato di circa 1 milione di euro al mese, Poke House vuole crescere, anche sull'onda del nuovo finanziamento, a livello nazionale, con le prossime aperture, che includono destinazioni come centri commerciali, stazioni ferroviarie e aeroporti. Lo sviluppo non trascurerà i nuovi canali della ristorazione come le "dark kitchen" e i brand virtuali.

Si rafforza così la presenza di Mip nel settore della ristorazione dove ha già investito quote in catene come Miscusi e Princi-Starbucks."In Poke House abbiamo individuato le caratteristiche che cerchiamo nelle società sulle quali investire -commenta Paolo Gualdani, partner di Mip-, obiettivi strategici di evoluzione sui mercati internazionali con un brand molto forte che ha superato la fase preliminare e iniziale dello sviluppo (early stage). Un team giovane, forte e molto ambizioso che merita supporto e accompagnamento nel processo di espansione globale. Il Covid-19 non ci ha spaventato perché ha dimostrato la resilienza del team di Poke House".  

Una declinazione italiana del "Californian breeze" 

Poke House nasce nel novembre 2018 dall'iniziativa di Matteo Pichi e Vittoria Zanetti, classe 1986 e 1991. "Poke House non è un ristorante nel senso più tradizionale del termine ma una vera e propria food company –commenta Matteo Pichi- che, puntando sullo sviluppo del format fast casual, si pone l’obiettivo di innovare il mondo della ristorazione con un modello ibrido, tra retail e digitale, e strutturalmente incline alla sperimentazione di nuove forme di ristorazione come il food delivery e le dark kitchen, sulle quali abbiamo rivolto molta attenzione nell’ultimo periodo".

"Il perfezionamento dell’investimento da parte di Mip, avvenuto in un momento così delicato come è stato il Covid-19 -aggiunge Vittoria Zanetti- ci rende ancora più innamorati della community dei nostri clienti. Una community che, nonostante tante imitazioni, ha continuato a ordinare le nostre poke, con le quali speriamo di aver contribuito a tenere alto il morale durante la pandemia. L'impennata in termini di ordini del food delivery, uno dei filoni sui quale continueremo a puntare per crescere a livello nazionale ed europeo, ci dà speranze e forza per progettare il nostro futuro".

I tratti iconici

L'offerta e il formato si basano sulle poke bowl rivisitate in chiave californiana e arricchite da salse preparate internamente che vengono composte a vista (in autonomia oppure scegliendo dalle proposte dello chef) coinvolgendo in prima persona il cliente. Poke House ha di recente introdotto anche le "sweet bowl" che arricchiscono l’offerta tramite açai bowl e bowl di yogurt, per colazioni energetiche da personalizzare con ampia scelta di frutta fresca e granola secondo i propri gusti.

Il design è un'altra caratteristica dei locali: le grandi stampe dell’artista di San Diego Arielle Vey,  le ali d’angelo illuminate da luci al neon, i pattern del bancone, fino alle piante di cactus e ai longboard alle pareti, richiamano l'atmosfera californiana. 

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