Sainsbury’s a giudizio per over-packaging

Retail

La settimana scorsa Sainsbury’s usciva con un annuncio relativo a un’iniziativa ecostenibile: eliminare gli astucci di cartone, conservando la sola busta di plastica, dalle confezioni dei cereali per la prima colazione, in modo di ridurre i costi di produzione e lo spazio occupato dalle confezioni, con ripercussioni ambientali positive anche nella riduzione della CO2 prodotta per il trasporto.
Nella stessa giornata –beffa del destino- il retailer britannico è stato citato in giudizio per over-packaging. Sotto accusa la confezione di un prodotto della gamma di piatti pronti a base di carne a marchio Taste the Difference, private label del retailer britannico, il cui pack è stato giudicato eccessivo, in quanto costituito da un doppio involucro di plastica e cartone che non si limiterebbe “al minimo indispensabile per garantire un livello accettabile di sicurezza, igiene e presentabilità”.

Sainsbury’s dovrà rispondere di fronte al Linconlshire Country Council per violazione della direttiva europea che proibisce l’imballaggio eccessivo dei prodotti (la 94/62/CE) e rischia una sanzione da 500 a 3000 sterline. Una cifra decisamente irrisoria per il big britannico, per il quale una sentenza di colpevolezza sarebbe piuttosto uno smacco a livello di immagine. Basti ricordare che Sainsbury's è una delle 40 aziende, tra produttori e distributori, ad aver aderito sin dal 2005 al Wrap (Waste & Resources Action Program), un accordo volontario finalizzato appunto alla riduzione degli imballaggi e degli scarti da cibo.

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