Ogni giorno, 4 milioni di persone attraversano una stazione ferroviaria in Italia (Fonte: RFI 2024). Non sono semplici passeggeri, ma, come li definisce Aigrim-Fipe, "consumatori in stato liminale": per amore di semplicità, diciamo che i passeggeri/viaggiatori sono consumatori potenziali (in parte effettivi, se pensiamo alla ristorazione ed altri servizi essenziali) e formano un pubblico variegato, spesso giovane, urbano e con alta propensione al consumo fuori casa. La sfida strategica per il settore del travel retail, una filiera che in Italia genera ricavi diretti per oltre 3,1 miliardi di euro (Fonte: Atri-Nomisma), è trasformare il tempo di attesa (dwell time) in valore e in un'esperienza di qualità: facendo evolvere le stazioni ferroviarie da semplici infrastrutture di transito a destinazioni urbane come supermercati o librerie, dove la qualità dell'offerta enogastronomica assume un ruolo centrale e strategico. La Centrale di Milano è un caso da manuale. È questa la tesi di fondo emersa durante l'evento Travel Retail: il futuro delle stazioni, promosso nei giorni scorsi da Aigrim-Fipe, l'associazione che rappresenta le principali insegne della ristorazione organizzata.
Il rovescio della medaglia è che una stazione ferroviaria, soprattutto una grande stazione come Milano o Napoli Centrale, è un luogo dove è molto più difficile garantire la sicurezza rispetto ad altri aggregati commerciali come gli shopping centre o i centri urbani, soprattutto nelle ore serali o notturne. Comunque è vero che la ristorazione assume un ruolo da protagonista nelle nuove stazioni: il Food&Beverage rappresenta già oggi il secondo motore del travel retail, concentrando quasi un terzo dei punti di vendita e la metà del traffico di settore (Fonte: ATRI-Nomisma 2026; elaborazione su flussi passeggeri RFI). Con un turismo che nel 2025 ha toccato il record assoluto di presenze e le stazioni dell'Alta Velocità che rappresentano la porta d'ingresso principale per i visitatori stranieri, le opportunità sono immense. Si pensi solo a come anticipare le esigenze dei viaggiatori-clienti e fornire servizi specifici per i luoghi in cui si trovano, dai monitor con gli orari dei treni visibili direttamente nei locali a servizi di wi-fi efficienti a spazi di co-working e zone riservate per i viaggiatori premium, velocizzando e migliorando l’esperienza di acquisto, garantendo un’offerta differenziata che complessivamente risponde ai diversi target clienti delle stazioni.
Questa visione trova conferma nei grandi progetti di riqualificazione presentati recentemente da Grandi Stazioni Retail per due nodi cruciali del network nazionale e internazionale, Milano Centrale e Napoli Centrale. Entrambi gli interventi, pur con le loro specificità, pongono un'enfasi particolare sulla revisione dei flussi e sulla creazione di nuovi spazi, con un'attenzione strategica all'offerta food. A Napoli, ad esempio, il progetto prevede la creazione di una nuova e imponente food court con 20 concept ristorativi differenti. A Milano, la riorganizzazione degli spazi commerciali e dei percorsi mira a rendere più intuitiva e piacevole la fruizione dei servizi, concentrando l'offerta dove il flusso dei passeggeri è maggiore, per intercettare ogni esigenza, dal "grab-and-go" al pasto consumato con più calma.
"Le stazioni non sono più soltanto infrastrutture di transito, ma stanno diventando luoghi di vita, di incontro, di relazione, di consumo e di servizio -commenta Corrado Cagnola, vicepresidente di Aigrim-Fipe-. Dentro questa trasformazione, la ristorazione ha assunto un ruolo centrale e strategico. La qualità dell’offerta food & beverage contribuisce, oggi, in modo determinante all’esperienza complessiva del viaggiatore. Non si tratta più semplicemente di servire cibo, ma di offrire qualità, velocità, accoglienza, innovazione e identità. In questo contesto partire dalle esigenze di chi transita è sempre l’approccio più corretto e le aziende Aigrim Fipe fanno di questo approccio il proprio pilatro fondante, mettendo a disposizione prodotti, marchi e modalità di consumo adatti a tutti i frequentatori delle stazioni”.





