- Studenti:
Gabrielle Airoldi, Azad Akdag, Inès Barrat, Mathilde Bos, Yoann Bou Anha, Eugénie Phillipe, Julien Rame
Il mercato delle calzature vive un apparente paradosso. Da un lato cresce la sensibilità dei consumatori verso la sostenibilità; dall'altro orientarsi tra certificazioni, materiali e dichiarazioni ambientali dei marchi è sempre più complesso. È da questa contraddizione che nasce Trace, concept store dedicato esclusivamente alle calzature sostenibili, sviluppato nell'ambito di un progetto accademico di retail management.
L'idea è semplice: eliminare il peso della scelta affidando al retailer il compito di selezionare solo marchi che rispettano criteri rigorosi di sostenibilità, trasparenza e circolarità. In questo modo il punto vendita non diventa soltanto un luogo dove acquistare scarpe, ma un intermediario di fiducia tra brand e consumatore.
Un mercato in cerca di chiarezza
Secondo l'analisi alla base del progetto, oltre il 70% dei consumatori europei vorrebbe acquistare in modo più responsabile, ma fatica a distinguere i prodotti realmente sostenibili da quelli che fanno leva sul greenwashing. Nel frattempo il segmento delle sneaker continua a crescere, trainato soprattutto da Millennials e Generazione Z, sempre più attenti all'impatto ambientale senza rinunciare a design e qualità.
In questo scenario Trace individua uno spazio ancora poco presidiato: quello di un retailer multimarca interamente specializzato nelle calzature eco-progettate, posizionato in una fascia di prezzo accessibile.
Dalla vendita alla consulenza
Il cuore del concept non è l'assortimento, ma il servizio.
Il negozio propone sneaker, sandali e infradito realizzati con materiali a basso impatto, come pelli vegetali ottenute da scarti di mela, uva o mais, plastiche riciclate, gomme recuperate e fibre naturali. Tutti i marchi vengono selezionati secondo criteri rigorosi di trasparenza della filiera, circolarità e qualità produttiva.
L'obiettivo è trasformare l'esperienza d'acquisto in un percorso educativo. Etichette dettagliate, informazioni sulla provenienza dei materiali, dati sull'impatto ambientale e personale formato come consulente della sostenibilità sostituiscono la tradizionale vendita orientata al prodotto.
Nel lungo periodo il progetto prevede inoltre servizi di riparazione, programmi di ritiro dell'usato e iniziative di riciclo per allungare il ciclo di vita delle scarpe.
Un'esperienza immersiva
Anche il layout del punto vendita riflette questa impostazione.
Il percorso inizia con un'area immersiva caratterizzata da una parete vegetale, prosegue con una zona prova dove il cliente testa le scarpe su superfici differenti e arriva al "Trace Lab", uno spazio dedicato all'analisi dell'appoggio del piede e alla scelta del modello più adatto. Prima del pagamento il cliente visualizza anche una sintesi digitale dell'impatto ambientale del prodotto scelto, mentre all'uscita può conferire vecchie scarpe in un punto di raccolta dedicato al riciclo.
Parigi come laboratorio
La prima apertura è immaginata a Parigi, nel quartiere Canal Saint-Martin.
La scelta deriva dalla presenza di consumatori con elevata sensibilità ambientale, da politiche pubbliche favorevoli all'economia circolare e da un ecosistema già popolato da boutique indipendenti e attività orientate alla sostenibilità. Secondo il business plan, l'area offre un equilibrio tra visibilità e costi immobiliari più favorevole rispetto ad altre zone della capitale francese.
La fidelizzazione passa dai dati
Anche la strategia crm si discosta dalle logiche tradizionali.
Più che su promozioni e sconti, Trace punta sulla costruzione di un "Green Profile" per ogni cliente, raccogliendo informazioni su preferenze, prodotti osservati e comportamenti d'acquisto. I dati vengono utilizzati per inviare contenuti educativi, suggerimenti personalizzati, indicazioni sulla manutenzione delle scarpe e promemoria per servizi di riparazione o riciclo. L'obiettivo dichiarato è costruire una relazione di lungo periodo basata sulla fiducia e sulla rilevanza dei contenuti, più che sulla leva del prezzo.
Un modello che punta alla scalabilità
Sul piano economico il progetto prevede un primo anno sostanzialmente in pareggio operativo, con circa 2.700 vendite e un fatturato netto di oltre 317 mila euro. La redditività è attesa dal secondo esercizio, sostenuta dalla crescita del mercato, dalla fidelizzazione della clientela e dallo sviluppo dell'approccio omnicanale. L'obiettivo successivo è replicare il format in altre città europee, a partire da Berlino.
Più che un semplice negozio di scarpe, Trace propone quindi un modello di retail specializzato in cui selezione, trasparenza ed esperienza diventano gli elementi distintivi. Un approccio che prova a rispondere a una delle principali criticità del consumo sostenibile: semplificare una scelta sempre più complessa.
ENG
The footwear market is facing an apparent paradox. On the one hand, consumers are becoming increasingly concerned about sustainability. On the other, navigating certifications, materials and environmental claims has become more difficult than ever. It is from this contradiction that Trace was conceived: a concept store entirely dedicated to sustainable footwear, developed as part of an academic retail management project.
The idea is straightforward: remove the burden of choice by letting the retailer do the screening, selecting only brands that meet strict standards for sustainability, transparency and circularity. In this way, the store becomes more than a place to buy shoes—it acts as a trusted intermediary between brands and consumers.
A market looking for clarity
According to the research behind the project, more than 70% of European consumers would like to shop more responsibly, yet many struggle to distinguish genuinely sustainable products from greenwashing. At the same time, the sneaker segment continues to expand, driven largely by Millennials and Generation Z, who are increasingly attentive to environmental impact without compromising on design or quality.
Within this context, Trace identifies an underserved market opportunity: a multi-brand retailer fully specialized in eco-designed footwear, positioned in an accessible premium price range.
From selling products to providing guidance
The concept revolves less around assortment than around service.
The store offers sneakers, sandals and flip-flops made from low-impact materials such as plant-based leather alternatives derived from apple, grape and corn waste, recycled plastics, reclaimed rubber and natural fibers. Every brand is selected according to strict criteria covering supply chain transparency, circularity and production quality.
The goal is to transform shopping into an educational experience. Detailed product labels, information on material sourcing, environmental impact data and staff trained as sustainability advisors replace the traditional sales approach focused solely on products.
Over time, the concept also plans to introduce repair services, take-back initiatives and recycling programs designed to extend the life cycle of footwear.
An immersive retail experience
The store layout reflects the same philosophy.
The customer journey begins with an immersive entrance featuring a living green wall, continues through a testing area where shoes can be tried on across different surfaces, and reaches the "Trace Lab", where customers undergo a gait analysis to identify the most suitable model. Before completing the purchase, shoppers receive a digital summary of the environmental impact of their chosen product, while a collection point near the exit allows them to return old shoes for recycling.
Paris as a testing ground
The first store is envisioned in Paris, in the Canal Saint-Martin district.
The choice is driven by the area's environmentally conscious consumer base, public policies supporting the circular economy and an ecosystem already populated by independent boutiques and sustainability-oriented businesses. According to the business plan, the district offers a better balance between visibility and occupancy costs than other parts of the French capital.
Customer loyalty built on data
The crm strategy also departs from traditional retail practices.
Rather than relying on promotions and discounts, Trace aims to build a "Green Profile" for every customer, collecting information about preferences, browsing behavior and purchasing habits. These insights are then used to deliver educational content, personalized recommendations, maintenance advice and reminders for repair or recycling services. The objective is to establish long-term customer relationships based on trust and relevance rather than price incentives.
A model designed to scale
From a financial perspective, the business plan forecasts an operational break-even during the first year, with around 2,700 sales and net revenues exceeding €317,000. Profitability is expected from the second year onward, supported by market growth, customer retention and the development of an omnichannel strategy. The next step would be to replicate the format in other European cities, starting with Berlin.
More than simply another footwear retailer, Trace proposes a specialized retail model in which curation, transparency and customer experience become the key differentiators. It is an approach that seeks to address one of the biggest challenges of sustainable consumption: making responsible purchasing decisions simpler.


