Negli Stati Uniti, Uber Eats sta ampliando l’uso dei robot autonomi per le consegne di cibo, grazie alla collaborazione con Serve Robotics, azienda statunitense specializzata nello sviluppo e nella gestione di robot autonomi. Il sistema permette ai clienti di ricevere gli ordini tramite robot, integrati nell’app di Uber Eats: l’utente seleziona la consegna robotica e l’ordine viene affidato a un robot autonomo, che ritira il cibo dal ristorante e lo consegna direttamente al cliente, garantendo sicurezza, efficienza e mantenimento della qualità degli alimenti.
Il servizio è attivo in diverse città americane, tra cui Miami, Fort Lauderdale, Los Angeles, Dallas-Fort Worth, Atlanta, Chicago e Alexandria (Virginia), con ulteriori mercati in programma. L’obiettivo, infatti, è quello di espandere la rete in nuove città e ristoranti, rafforzando la presenza negli Stati Uniti e rispondendo alla crescente domanda di consegne autonome. Tra le insegne di ristorazione che utilizzano i robot di Serve Robotics su Uber Eats ci sono White Castle, Shake Shack e Mister O1 Extraordinary Pizza, con ulteriori partnership in sviluppo. Serve Robotics ha già superato le 2.000 unità operative e supporta oltre 3.600 ristoranti negli Stati Uniti. I robot sono progettati per operare in ambienti urbani complessi, muovendosi in sicurezza su marciapiedi pubblici e privati, riconoscendo ostacoli, semafori e attraversamenti pedonali. La società gestisce sia l’hardware sia il software, garantendo una gestione integrata e scalabile delle consegne autonome.
L’adozione dei robot rappresenta un fenomeno in crescita nel settore della delivery automation, rispondendo a diverse esigenze: maggiore efficienza, riduzione dei costi di consegna, sostenibilità e scalabilità. La possibilità di affidare le consegne a robot autonomi consente ai ristoranti di ottimizzare le risorse e agli operatori di piattaforme come Uber Eats di ampliare la copertura dei servizi senza aumentare proporzionalmente la forza lavoro umana. L’adozione dei robot per la “last mile delivery” riflette anche una tendenza più ampia: le consegne autonome, se integrate correttamente nel tessuto urbano, possono contribuire a ridurre il traffico dei veicoli e le emissioni, migliorando l’impatto ambientale della logistica cittadina. La sfida principale resta quella di scalare la tecnologia su larga scala, mantenendo affidabilità, sicurezza e accettazione da parte dei consumatori.





