Unicomm: rinnovare i format per i clienti

Un’azienda storica della distribuzione italiana, una realtà commerciale pluriregionale grazie a una rete composta da ipermercati, superstore, supermercati, superette e anche discount, realizzati in poco più di cinquant’anni sia con sviluppo diretto  sia  con  acquisizioni: stiamo  parlando  di  Gruppo  Unicomm  (associato a Selex Gruppo Commerciale, che ha contribuito a fondare) creato e controllato dalla famiglia Cestaro. In questi ultimi anni, il Gruppo, che ha chiuso il 2016 con un fatturato di oltre 2 miliardi di euro sostenuto da una crescita, a parità di strutture, del 2,5% (fonte L4L Nielsen) e prevede per il 2017 una crescita di oltre il 4%, sta mettendo a punto nuove formule per la propria rete di vendita.
“La priorità per noi oggi è rendere i nostri negozi più aderenti alle nuove esigenze che il consumatore chiede -ci spiega Giancarlo Paola, direttore commerciale di Gruppo Unicomm e amministratore delegato di GMF Grandi Magazzini Fioroni, la controllata che opera in Umbria, Lazio e Toscana-. Per questo stiamo lavorando su più fronti per adeguarci ai nuovi standard che si stanno delineando nel mondo dei consumi. E questo vale tanto negli ipermercati a insegna Emisfero quanto nei superstore e supermercati a firma Famila”.
In particolare, sul rinnovamento della rete Emisfero l’azienda si è concentrata già qualche anno fa, puntando su un concetto di servizio che si è tradotto in maggiore spazio al food: sono stati quindi realizzati ampliamenti nella gastronomia pronta prodotta internamente allo store e presentata prevalentemente nei banchi assistiti, così come è stato data visibilità ai laboratori interni e alle lavorazioni a vista soprattutto per quanto riguarda pane e pasticceria, ma anche altri reparti freschi, come la carne.
“Certo non abbiamo dimenticato il non food, con l’inserimento, accanto all’abbigliamento che abbiamo comunque parzialmente ridotto, di corner specializzati come parafarmacia e ottico; da un anno, invece, ci siamo concentrati nella definizione di una formula di maggiore impatto per superstore e supermercato”, precisa Paola.
Per quanto riguarda il rinnovamento dei negozi Famila, il lavoro di riammodernamento è iniziato nei negozi Emi in Umbria secondo un modello che ha puntato  soprattutto sulla valorizzazione del localismo e della tipicità. Una formula che ha raccolto successo di vendita e, per questo, oggi viene implementata anche nel resto della rete, con aggiustamenti in funzione del bacino di utenza. “Le particolarità di questo nuovo format Famila di Teolo (Pd) riguardano tanto l’assortimento quanto l’ambientazione -spiega Paola-. Prima di tutto per rispondere alle nuove esigenze estetiche della nostra clientela, abbiamo cercato di creare un’atmosfera più calda, grazie all’utilizzo di materiali più coerenti (stile legno o simile e meno acciaio) e una comunicazione meno “gridata” a livello di promozioni e operazioni di prezzo, all’interno di un percorso più fluido e semplificato nelle logiche di complementarietà”. Di fatto, lo store si apre, classicamente sull’area dell’ortofrutta sfusa, affiancata da scaffali dedicati non solo alla merce confezionata, ma anche alla frutta secca, per creare un’unica area dedicata al benessere, di cui fanno parte anche prodotti free from e superfood, oltre che referenze bio e vegane. “L’obiettivo è quello di offrire ai clienti non solo un assortimento più completo ma anche più facile, perchè alcune macro a ree sono più vicine e a portata di mano”, aggiunge Paola, che sottolinea comunque la centralità dei freschi (dimostrata dalla presenza di banchi assistiti per carne, pesce, gastronomia e pane, con una presenza importante di tipicità locale), oltre ad alcuni mondi come vino, petfood e benessere, che per essere espresse correttamente necessitano di una superficie di almeno 1.800 mq,  anche se in questo caso la dimensione è di 1.500 mq, leggermente sottodimensionato rispetto alla media dell’insegna. In crescita anche lo spazio dedicato alle private label, che qui hanno una quota del 19%, destinata a crescere, visto che in altre zone (come Umbria e Romagna) la loro quota supera il 25%.
“A circa 3 mesi dall’apertura, i dati di vendita ci stanno premiando rispetto alle scelte che abbiamo fatto su determinate categorie, come appunto il salutistico e il vino  -conclude Paola -. Pensiamo di essere sulla strada giusta, che cerchiamo comunque di migliorare ancora giorno dopo giorno, in modo, ad ogni nuova apertura, di correggere eventuali errori, e a sfruttare meglio le opportunità. Per questo, prevediamo di applicare questo format per tutte le nuove aperture del 2018, parecchie nelle 7 regioni in cui operiamo (Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Umbria, Toscana, Marche e Lazio), oltre che per ristrutturare Famila storici del nostro gruppo che meritano di essere ristrutturati perché hanno bisogno di essere rinnovati per restare al passo con il mercato”.
Con la collaborazione di Barbara Trigari

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here