Videocamere, dalla sicurezza al marketing analitico

L’integrazione di tecnologie all’interno di un pdv è ormai trasversale e tocca diversi ambiti aziendali. Tutti possono concorrere alla trasformazione digitale, innovazione ormai imprescindibile per competere nel mercato. Anche le videocamere, strumento principe in ambito sicurezza, possono essere la base per nuove opportunità di business, soprattutto se integrate in un sistema di di videosorveglianza evoluto, pensando al marketing analitico. Ne parliamo con Bruno Donetti, che all’interno di Axitea lavora nel laboratorio per l’innovazione.

La videosorveglianza in ambito retail può favorire la trasformazione digitale?

Il matrimonio tra security e marketing analitico, affiancato prossimamente da un avvicinamento al digital signage, darà sicuramente un contributo produttivo su tutte le funzioni aziendali “all in one“, permettendo con le stesse risorse di ottenere risultati differenti e una maggiore produzione di contenuti, riducendo drasticamente i costi installativi e manutentivi. Così si modifica l’approccio tradizionale nel prendere decisioni, avendo la possibilità di ottenere informazioni e dati in tempo reale per reagire in maniera mirata e analitica, un nuovo strumento strategico nel settore del retail, per determinare l’andamento delle campagne.

Garantire al massimo la privacy è un must, ma come?

Il video prelevato dalle telecamere deve essere in chiaro e disponibile nel massimo della sua risoluzione, nel momento in cui un incidente da analizzare deve essere fornito alle forze pubbliche. Ma la visualizzazione live e l’accesso alle registrazioni da parte di un qualsiasi operatore può, anzi deve, essere erogata in modalità anonimizzata, proprio per tutelare la privacy delle persone riprese. Chi ha accesso a questi dati deve interpretare Cosa e non Chi sta compiendo un’azione. L’accesso totale e senza filtri può essere riservato solamente alle forze dell’ordine e comunque a componenti investigative, a seguito del completamento di procedure ben precise. Quando si parla di marketing analitico, è possibile recuperare informazioni in chiaro tramite l’analisi dei volti per arrivare alle diverse categorizzazioni utili allo scopo (età, genere, etnia, etc.), ma senza attribuire ad alcuna immagine un nome o un cognome.

Rischio cyber attacchi: quanto sono concreti?

Il rischio cyber è sempre concreto quando si inserisce un dispositivo IP nella rete. E questo vale soprattutto quando si parla di reti distribuite in modo geografico, magari a coprire l’intera infrastruttura aziendale. La corretta configurazione delle password, delle telecamere e dei sistemi Vms (Video Management Solution) è il primo step di un approccio corretto. Ad esempio, è consigliabile disattivare qualsiasi richiesta generata dalle telecamere verso il mondo Internet, che non sia necessaria. Un esempio è la sincronizzazione dell’orologio, che può avvenire su strumenti interni aziendali opportunamente dedicati senza necessariamente esporre le stesse a Ntp pubblici, spesso colpiti da attacchi cyber massivi.

Innovazioni tecnologiche, a che punto siamo e dove possiamo arrivare?

Le prossime innovazioni nei sistemi Vms che prenderanno probabilmente il nome di Skeleton Detection e Human Behavior daranno un contributo importante in termini di innovazione, efficacia e precisione verso tutti i domini aziendali. La prima consiste nella capacità di riconoscere perfettamente il corpo umano con i suoi arti, da cui si determinano posizione e movimento. La seconda comprende diverse funzionalità specifiche, quali un conteggio preciso delle persone nelle aree di occupazione, il riconoscimento della caduta a terra di una persona che si trovava in piedi, il riconoscimento di persone che puntano un’arma o di persone che alzano le mani, il riconoscimento del piegamento di persone davanti a un’area Atm prima di iniziare un attacco.

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