Leclerc ritira i prodotti troppo cari

Distribuzione

In Francia la difesa del potere d'acquisto non spetta più solo ai sindacati o alle associazioni dei consumatori, ma vede scendere (rumorosamente) in campo uno dei leader della grande distribuzione transalpina, il Gruppo Leclerc. Due giorni fa, Michel-Edouard Lecler, patron della catena, ha fatto pubblicare sulla stampa francese una pagina a pagamento nella quale ha minacciato di ritirare dagli scaffali, a partire da febbraio, sei noti articoli che avrebbero subito rincari eccessivi negli ultimi mesi. Si tratta di un formaggio del gruppo Bel (La celebre vacca che ride), di un prodotto Aiax, di due creme antirughe ( L'Oréal e Nivea), uno sciroppo (Orangina) e un dolce Brossard. Secondo Leclerc, le tariffe (ossia i prezzi pagati dai distributori agli industriali) di questi articoli sarebbero aumentate negli ultimi 5 mesi fra il 18,3% e il 20,6%, un incremento giudicato insostenibile dal Gruppo d'oltralpe anche tenendo conto della crescita dei prezzi delle materie prime.

La difesa degli industriali
La replica degli industriali non si è fatta attendere: Jean-René Buisson, presidente dell'ANIA, l'associazione delle industrie alimentari francesi, ha dichiarato: «Leclerc ha preso degli esempi caricaturali, e cerca di indurre in errore i consumatori facendogli credere che siano i prezzi finali ad essere aumentati del 20%, quando invece si tratta semplicemente delle tariffe». Buisson ha poi avvertito il Gruppo Leclerc: se volete davvero rendere concreto il vostro proposito, ritirando i sei articoli, dovete rispettare il preavviso legale di un mese, in caso contrario vi denunceremo.

Una riforma sullo sfondo
Secondo molti commentatori francesi è improbabile che Leclerc dia seguito alle sue minacce, ma, quel che è certo, è che da settimane le catene della Gdo francese cercano di far leva sull'inquietudine dei connazionali per la crescita dell'inflazione (al +2,6%). Sullo sfondo, secondo l'Agenzia France Press, c'è la possibilità di una nuova riforma della Legge Galland, che attualmente permette agli industriali di imporre la stessa tariffa a tutti i distributori.

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