Aldi, arrivi o no?

Non è da ieri che circola questa voce: Aldi, ritenuto da non pochi esperti il discounter più rigoroso del mondo (i prodotti devono essere certificati da lui per arrivare sugli scaffali) starebbe preparando l'ingresso in Italia, attraverso l'austriaca Hofer, controllata appunto da Aldi Sued.

Aldi Einkauf GmbH è l'ottavo gruppo distributivo mondiale (fonte: Global Powers of Retailing 2015) con vendite (cambio dollaro-euro 2013) che superano gli 81 miliardi di dollari. I suoi 5.000 punti di vendita sono distribuiti, oltre che in Germania, in altri 16 paesi del mondo: Aldi è dunque uno dei retailer più internazionali, con incidenza delle vendite da "foreign countries" che sfiora il 60% del giro d'affari.

 

 

Il mercato italiano offre non poche possibilità di espansione in questo momento: basta considerare che almeno il 20% della rete a libero servizio italiana sarebbe caratterizzata da basse performance. Alcuni sostengono che Conad, Carrefour e Alì non abbiano esitato a rilevare i supermercati Billa proprio per impedire che il boccone andasse ad Aldi. "Che se cominciasse ad aprire in Italia spianerebbe il mercato, come già in parte sta facendo Oltremanica", sostiene un distributore che vuol restare anonimo. Valutazione forse un po' eccessiva nel suo pessimismo: i consumatori italiani non sono quelli tedeschi, ma il "Beste quaelitaet/Preis verhaeltnis" (miglior rapporto qualità/prezzo: che è il caposaldo dei discounter come Aldi)  è una leva indispensabile per mantenere la quote di mercato.

 

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