Blindiamo il #madeinItaly agroalimentare

EDITORIALE

Mi colpisce sempre la distonicità tra l’impegno che i politici mettono nel partecipare ai grandi eventi del mondo agricolo, soprattutto ora che Expo è in arrivo, e lo sfacelo che affligge il settore. Qualche numero: +277% i sequestri per frodi alimentari, il 65% degli italiani teme i rischi a tavola (pensate un po’ gli stranieri? ndr). Il business dell’illegalità è salito a 14 miliardi e, in questo periodo di disperazione, il 63% pensa che le mafie creino posti di lavoro. Secondo i dati del Mise, l’Italian Sounding vale il doppio del nostro export (54 md vs 27 mld). Dati terrificanti e solo l’aggregazione di tutta la filiera, la capacità di sentirsi parte di un unico corpo, il sostegno dei grandi ai piccoli, può, a mio parere, salvare la situazione.

Riflettiamoci: tra prodotti coltivati in Italia “sospettati” di non avere tutti i requisiti legali e salutari e prodotti coltivati non Italia, con tutte le garanzie, che cosa dareste da mangiare ai vostri bambini?

Necessario blindare il #madeinItaly dagli assalti esterni e dai sabotaggi interni.

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