Carrefour risponde a Ciwf sulla questione uova allevate a terra

uova carrefour italia

Lo scorso primo marzo Carrefour Italia aveva dichiarato con un comunicato stampa il proprio impegno a non vendere più uova in guscio da galline allevate in gabbia, comprendendo in quest’impegno sia le uova a proprio marchio, che quelle di altri marchi. Sulla notizia interviene Ciwf Italia Onlus che chiede a Carrefour Italia di fare chiarezza sul recente impegno a non vendere più uova da galline in gabbia nei suoi punti di vendita. In una nota l’associazione italiana no profit, che lavora per la protezione e il benessere degli animali allevati a scopo alimentare, sottolinea la richiesta di “una maggiore trasparenza nei confronti dei consumatori”. E scrive: “Carrefour chiarisca al più presto se l’impegno preso riguarda la totalità dei punti di vendita, compresi quelli in franchising, ed entro quando le uova in gabbia scompariranno effettivamente da tutti gli scaffali dei supermercati Carrefour”.

Elisa Bianco, responsabile del settore alimentare per Ciwf: “Lavoriamo da anni per migliorare la trasparenza delle filiere, per questo riteniamo estremamente importante che vengano chiariti gli aspetti ancora mancanti dall’annuncio di Carrefour e, soprattutto, che la loro posizione ufficiale sia disponibile pubblicamente sul loro sito, così che sia facilmente accessibile a tutte le persone”.

La risposta di Carrefour. Abbiamo chiesto a Carrefour una dichiarazione in risposta alla richiesta di Ciwf.  L’azienda ci scrive quanto segue: “Carrefour Italia conferma che già dal 1° marzo tutti i 478 punti di vendita a gestione diretta con le insegne Market, Express, Iper, DocksMarket e GrossIper non commercializzano più uova prodotte da galline allevate in gabbia. L’iniziativa riguarda anche tutti i 190 Carrefour  Iper e market franchising presenti sul territorio nazionale, che portano quindi a 668 il numero totale dei punti di vendita in Italia. Anche nei rimanenti 403 negozi in franchising a insegna Express, già riforniti da Carrefour Italia esclusivamente con uova non da allevamento in gabbia, è in atto un’azione di sensibilizzazione verso acquisti che rispettino i requisiti di sostenibilità sopra indicati”.

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