Numeri positivi chiudono il 2025 per il Consorzio di Tutela del Culatello di Zibello dop, che rappresenta le 20 aziende produttrici della Dop. Dai dati forniti, si registra un aumento della produzione del 12% con 82.570 pezzi sigillati contro i 73.550 dell’anno precedente e un fatturato al consumo di 24 milioni di euro, che sfiora il record del 2022 attestato a 25,2 milioni. Il segmento del preaffettato si conferma un pilastro strategico per il bilancio del Consorzio. Nel 2025 sono state immesse sul mercato 1,06 milioni di vaschette, un volume che consolida i risultati dell'anno precedente. Questa linea produttiva ha assorbito 34.392 culatelli (pari al 41,5% della produzione totale), generando da sola un fatturato che supera la soglia dei 12 milioni di euro.
"Nonostante il prezzo della materia prima sia rimasto molto alto, sfiorando i 6 euro al chilo e ricordando che nel 2020 non arrivava a 4 euro, abbiamo avuto maggiore disponibilità; inoltre un mercato più stabile e i numeri costanti dell’affettato hanno garantito ai consorziati una rinnovata fiducia nel poter aumentare la produzione" sottolinea il presidente Romeo Gualerzi. 
L'export
Se il mercato interno tiene, la sfida del 2026 si gioca oltreconfine. Nonostante il comparto dichiari un export del 25%, concentrato per l'88% tra UE (Francia e Germania in testa) e Svizzera, pesano i blocchi burocratici in Asia, e Giappone e Cina restano mercati inaccessibili a causa della Peste Suina Africana. A riguardo Gualerzi chiarisce: "Questo nonostante da due anni gli allevamenti di suini scelti per la Dop non abbiano registrato alcun caso di Psa. Purtroppo la massiccia presenza di cinghiali sul territorio parmense continua a essere un problema che andrà necessariamente risolto per aprirsi nuovamente ai mercati di riferimento". Segnali positivi arrivano invece dal Nord America (USA e Canada), che oggi rappresenta il 6% della quota estero.
L'importanza del normal trade
Per quanto riguarda la distribuzione, il normal trade (botteghe specializzate e gastronomie) si conferma il canale d'elezione con il 60% delle vendite, mentre la gdo presidia il restante 40%.





