Dai convenience ai nuovi business: le direttrici di crescita di Crai Secom

Con Crai Energy e Crai Voce il gruppo amplia il perimetro oltre la spesa. Numeri, sviluppo della rete e nuova centrale “hubquarter” nella strategia Crai

L’evoluzione di Crai passa sempre più dall’estensione del perimetro di attività oltre la spesa tradizionale. Con Crai Energy e Crai Voce, il gruppo avvia una nuova fase, puntando su servizi ad alta frequenza d’uso e coerenti con il presidio di prossimità, ma con un cambio di approccio rispetto al passato: ingresso diretto nei mercati, controllo dei processi e integrazione con la rete fisica.

 

I nuovi business: Crai Energy e Crai Voce

Crai Energy nasce come società dedicata, in joint venture con Enet Energy, con l’obiettivo di operare come fornitore autonomo di energia elettrica e gas. “Non è un’operazione di co-branding: svilupperemo direttamente i contratti con i clienti finali”, ha spiegato Christian Crepaldi, amministratore delegato della nuova società. Il modello combina l’accesso diretto ai mercati all’ingrosso garantito dal partner industriale con il ruolo dei punti di vendita Crai come touchpoint territoriali. L’offerta partirà dal mercato domestico, con soluzioni semplici a prezzo fisso o variabile, per poi estendersi al B2B e ad altri servizi legati all’efficienza energetica.

In parallelo, con Crai Voce il gruppo entra nella telefonia mobile grazie alla partnership con Tiscali. Il servizio sarà basato su pochi piani tariffari chiari, acquistabili direttamente in cassa, mentre l’attivazione e la gestione operativa restano in capo al partner tecnologico. “Semplicità e accessibilità sono le regole guida”, ha sottolineato Mario La Viola, direttore sviluppo strategico.

I nuovi business si inseriscono in una strategia più ampia di rafforzamento industriale del gruppo. Crai chiude l’esercizio con un fatturato di 3,1 miliardi di euro e una traiettoria di crescita che guarda a 3,8 miliardi nel 2026 e a 4 miliardi nel 2027. La redditività è in miglioramento, con un Ebitda in crescita di circa il 20% su base annua.

 

Da headquarter ad hubquarter: il nuovo ruolo per la centrale

Sul fronte della rete, Crai conta oggi circa 1.800 punti di vendita in oltre 1.150 Comuni italiani, con una presenza particolarmente rilevante nei piccoli centri. In Campania è in corso un’accelerazione del piano di sviluppo, con 42 punti di vendita previsti, di cui 16 in apertura entro fine anno.

A supporto di questa evoluzione cambia anche il ruolo della centrale. “Non parliamo più di headquarter, ma di hubquarter nel quale i nostri soci possano trovare un luogo di confronto per migliorare i risultati delle single aziende, mettendo il punto di vendita al centro di tutte le nostre”, ha spiegato Giangiacomo Ibba, presidente e Ad di Crai Secom. La struttura centrale diventa luogo di regia strategica e connessione tra le diverse anime del gruppo, con un modello di lavoro distribuito che valorizza le competenze sui territori.

“L’obiettivo della centrale -ha aggiunto Giuseppe Cantone, direttore generale di Crai Secom- è quello di migliorare la redditività dei punti di vendita e l’Ebitda delle aziende. Per questo vogliamo condividere un percorso che dia valore e, quindi, vada ben oltre la fase di acquisto, per fornire ai nostri imprenditori tutto quello che serve loro, dalla logistica, al marketing, alla formazione alla gestione di freschi e freschissimi, il nostro vero ambito di differenziazione, al pricing- per rendere i loro negozi competitivi. Vogliamo che lo si concentrino sul far funzionare al meglio i negozi di prossimità nei loro territori per creando un legame unico e speciale con la loro clientela”.

Lo sviluppo sul territorio

In quest’ottica, il top management sta anche studiano nuovi format di prossimità evoluta che si adattino ai diversi bacini di utenza, da abbinare a Crai, Cuor di Crai, Crai Extra e Tuttigiorni e la neonata firma convenience CraiGo. Così è in fase di sperimentazione l’insegna Il Merkante, una formula di edlp, focalizzato su mdd, freschi e freschissimi, ma con un posizionamento più basso rispetto a Tuttigiorni, per rispondere alle esigenze di una clientela per la quale il cibo è un elemento essenziale, ma che ha risorse economiche limitate. Un progetto che parte da sud, ma che, presto, toccherà anche alcune zone del nord, a partire dal Veneto.

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