Il food delivery semplifica la vita quotidiana

Secondo la ricerca SWG per Deliveroo, la consegna a casa del cibo (delivery) rappresenta per l'81% degli italiani un'alternativa ai fornelli di casa

La ricerca SWG per Deliveroo, condotta sugli utenti (4.000 clienti) della piattaforma, racconta i principali cambiamenti nel rapporto tra gli italiani e il food delivery, restituendo un quadro tutt'altro che scontato. Per l’85% delle risposte, il food delivery è un servizio utile, uno strumento pratico che risolve un problema e contribuisce a semplificare gli impegni della quotidianità. Secondo il 50% delle risposte il delivery è un rito per le occasioni speciali (serate davanti alla televisione con gli amici, feste). Per il 48% è un momento di gratificazione personale (dalla colazione nel giorno libero al relax dopo una giornata storta). Un quarto delle risposte ammette che è ormai parte delle abitudini quotidiane.

Fa risparmiare tempo ai fornelli

Uno dei dati più interessanti della ricerca è che il food delivery è più un’alternativa al cucinare che al ristorante, un’àncora di salvezza per quando non si ha tempo o non si hanno idee su che cosa acquistare o preparare. Non è un caso che a sottolinearlo con più forza siano soprattutto i 45-49enni (85%), una fascia d'età che ha i maggiori problemi a gestire il tempo, tra impegni di lavoro e figli. Il delivery ha dunque trovato il suo spazio senza sovrapporsi alla ristorazione tradizionale: sono due mondi che convivono e si supportano, rispondendo a bisogni ed esperienze diverse. Oltre il 90% dei clienti di Deliveroo, nel mese che ha preceduto la rilevazione, è andato a mangiare al ristorante in almeno un'occasione.

La spesa online sfida gli stereotipi

Il 40% del campione fa acquisti alimentari online. I dati rovesciano qualche luogo comune. Non sono i più giovani a guidare la classifica, ma le fasce più adulte: 44% tra i 50-54 anni, 44% tra gli over 54. La geografia premia Nord Ovest (49%) e Centro (42%). Per dimensione dei Comuni il fenomeno è sorprendentemente trasversale: 47% nei centri medio-piccoli (5-10.000 abitanti) e 45% nelle grandi città oltre i 250.000 abitanti. Piccoli paesi e metropoli uniti da una stessa abitudine.

Riguardo, nello specifico, a Deliveroo, la soddisfazione generale per il servizio si attesta al 68%, con un dato che, ancora una volta, si distingue per la sua trasversalità generazionale: piace tanto ai 25-29enni (72%) quanto agli over 54 (71%). Un servizio che, evidentemente, parla la lingua di più generazioni contemporaneamente. Picco di soddisfazione al 78% riguardo la consegna di generi alimentari.

“I dati di questa ricerca confermano quello che vediamo ogni giorno nel nostro servizio: il food delivery in Italia è una scelta consapevole che accompagna la vita quotidiana delle persone, dai grandi centri urbani ai piccoli comuni –commenta Andrea Zocchi, managing director Deliveroo Italia-. Un servizio utile, che non si sostituisce alla ristorazione tradizionale, ma la affianca, come dimostrano le risposte degli intervistati che, per oltre l’80% considera il food delivery un'alternativa ai fornelli, non ai ristoranti. Il nostro obiettivo resta offrire un servizio che sappia essere utile nella quotidianità e speciale nei momenti che contano, aiutando i ristoranti ad aumentare le opportunità di business, crescita e fatturato”.

“L’indagine mostra come gli utenti di Deliveroo siano anche grandi consumatori di pasti fuori casa, e come le due scelte convivano senza cannibalizzarsi, rispondendo ad esigenze diverse, dettate essenzialmente dai bisogni e dall’organizzazione famigliare -aggiunge Riccardo Grassi, Head of Research SWG-. In questo senso il food delivery è considerato soprattutto un servizio utile, capace di sostenere la gestione quotidiana, tanto che nel tempo si rafforzano soprattutto gli utilizzatori abituali”.

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