Innovazione e servizio, tutto incluso nei pack Huhtamaki

In affari: L'incontro
Chi è
Lorenzo Modanese
40 anni, laureato in
Economia e Commercio

Dal 2002 lavora
in Huhtamaki

Attualmente, ricopre la
carica di amministratore
delegato

Huhtamaki è presente con i suoi prodotti
in tutto il mondo, è quotata alla borsa
di Helsinki e il suo fatturato è pari a 2,2
miliardi di euro, di cui circa la metà è realizzato
in Europa. In Italia, ha chiuso il 2003
con un fatturato complessivo di circa 106
milioni di euro. Il gruppo sviluppa il suo business
in due grandi aree: il packaging primario
(contenitori in plastica, carta, imballaggi
flessibili) per l'industria alimentare (è
uno dei leader mondiali del packaging per
gelato) o della detergenza e il food service
(contenitori monouso per l'impiego da parte
del consumatore finale). A livello mondiale,
il giro d'affari è realizzato al 50% con
il packaging primario e al 50% con i prodotti
per il food service. In Italia, circa l'80%
del fatturato viene, infatti, sviluppato da
prodotti pensati per il consumatore finale,
suddivisi in prodotto da scaffale e ristorazione,
che pesano rispettivamente il 65% e il
35%. “Il settore che in questo momento registra
il maggior sviluppo è quello della ristorazione
-precisa l'amministratore di Huhtamaki
Italia, Lorenzo Modanese-, anche se
in Italia non è ancora così evidente”.

GDOWEEK Ma le potenzialità ci sono...
Senza dubbio, anche se in un paese con
grandi tradizioni culturali e culinarie come
il nostro è più difficile cambiare le abitudini.
In Inghilterra (ma anche in Spagna),
ad esempio, il concetto di pasto veloce,
con tutto quello che ne consegue dal punto
di vista dei contenitori alimentari utilizzati,
è già molto radicato.

GDOWEEK Come chiuderete l'esercizio
2004, considerati gli aumenti del petrolio,
che per voi rappresenta la materia prima?

Il mercato risente di una forte stagnazione
dei consumi in molte categorie, tra cui il
monouso. Nel nostro settore, purtroppo,
questa stagnazione, che fa seguito a un periodo
in cui il mercato del monouso cresceva
a ritmi elevati, è diventata strutturale.
Questo ha portato a grossi cambiamenti
nel panorama competitivo, sono nate
nuove aziende e oggi c'è un eccesso di capacità
produttiva, soprattutto nell'area del
monouso in plastica, che ha creato progressivamente
una grossa tensione sui
prezzi. Per quanto riguarda il costo del petrolio,
allo stato attuale la situazione può
essere definita esplosiva e va denunciata: in
un contesto di regressione, sovra capacità
produttiva e prezzi decrescenti il mercato
delle materie prime ha subito negli ultimi
quattro/cinque mesi un'impennata assurda:
il polistirolo viene pagato, oggi, quasi
l'80% in più del mese di maggio. Per il settore
del monouso, un mercato che vale circa
350 mio di euro dove l'Italia gioca un
ruolo di primo piano in Europa, si sta registrando
un'enorme tensione, che rischia
di generare seri problemi di sopravvivenza
per alcune aziende.

GDOWEEK Con una situazione di questo
tipo, quindi, non è possibile spingere
sulle promozioni per migliorare le vendite?

Noi, i prezzi dovremmo aumentarli, ma
troviamo una forte opposizione; AIPPM -
l'associazione delle industrie del monouso
in plastica- non ha aderito all'accordo tra
governo, Centromarca e distributori, ritenendolo
totalmente sbagliato e contro il
mercato. In un settore come il nostro, in
cui il costo della materia prima incide per
almeno il 50% sul prodotto, se continuano
gli aumenti e non possiamo ritoccare i
listini, l'impatto sulle aziende sarà devastante.
Noti che stiamo parlando di una
categoria -il monouso in plastica- che per
il trade sviluppa alte marginalità e quindi
sarebbe in grado di assorbire un aumento
anche del 40% non spostando di molto il
guadagno; tenuto poi conto che il consumatore
non ha una grande sensibilità al
prezzo di questi prodotti.

GDOWEEK Era prevedibile che con la
guerra in Irak i prezzi del petrolio salissero.
Non siete riusciti a fare delle scorte?

I produttori di polimeri nel mondo sono
pochissimi, 6/7 e sono gli stessi che lavorano
il petrolio. C'è, quindi, un forte controllo
del mercato sul fronte dei prezzi, ma
soprattutto della disponibilità del prodotto.
Sul fronte tecnico, il polistirolo grezzo
assorbito in un giorno di produzione è talspeculativo o fare scorte, bisognerebbe
avere spazi enormi, farsi carico di costi di
logistica e di stoccaggio altissimi. Infine, a
monte, c'è un problema di indisponibilità
oltre la quantità proporzionale ai consumi
delle aziende trasformatrici.

GDOWEEK Quale soluzione suggerirebbe
per sbloccare la situazione di crisi?

Le aziende trasformatrici e il trade dovrebbero
condividere le problematiche
che sta affrontando il settore, arrivando a
comprendere che le esigenze di aumenti
di prezzo sono reali e non speculative e
definire modi e tempi con cui rapportare
di più il mercato all'andamento delle materie
prime. Inoltre, l'industria deve ancora
migliorare la propria struttura dei
costi, ma anche il trade deve fare uno
sforzo. All'estero il sistema è molto più
efficiente: Tesco o Wal-Mart possono lavorare
con margini ridotti perché hanno
costi bassi. Noi tendiamo da anni a una
maggior efficienza, ma purtroppo il costo
della materia prima, su cui non abbiamo
alcun controllo, incide almeno per il
50% sul costo del prodotto.

GDOWEEK Dove avete operato per ridurre
i costi e mantenere i risultati?

Abbiamo avviato un progetto di business
process re-engineering, andando a verificare
se in ogni attività ci fossero delle attività
migliorabili. Abbiamo progressivamente
ridotto il personale di circa il 20%
negli ultimi tre anni, introdotto nuove
tecnologie per automatizzare parte del
processo ed eliminato le ridondanze in
ogni singola area. C'è, però, ancora molto
da fare sul fronte logistico, ma nella
supply chain l'ottenimento dell'efficienza
non dipende solo da chi vende, ma anche
da chi compra. Nel largo consumo, ad
esempio, si lavora su piattaforme centralizzate
-la frammentazione dei punti di
consegna resta però ancora elevata-, ma
nella ristorazione questa efficienza non c'è
ancora e le consegne vengono ancora effettuate
al singolo punto di cottura! La gestione
logistica della ristorazione è quindi
assai impattante a livello di costi. Il problema
potrebbe essere bypassato con l'appoggio
a grossisti -come accade ad esempio
in Inghilterra o in centro Europa- dove
esiste ancora un'alta frammentazione e
una tendenza alla territorialità. Grossista e
aziende produttrici, spesso, sono in competizione;
mentre negli altri paesi hanno
trovato un loro ruolo.

GDOWEEK Il discount sta crescendo
anche nel vostro settore?

Sì, ma vive le stesse tensioni del largo consumo
a livello di prezzo e sta applicando
le stesse logiche di gestione della crisi, ci
ha quindi aiutato come volume, ma non
come listino o marginalità.

GDOWEEK L'innovazione potrebbe
aiutarvi a superare l'impasse?

Quando si dipende da una sola materia
prima, gestire momenti di crisi è ancora
più difficile. Il gruppo crede, quindi, nello
sviluppo di materiali alternativi e sta lavorando
in particolar modo per sviluppare
più prodotti di carta. Negli Stati Uniti, siamo
leader nel largo consumo con prodotti
monouso in fibra pressata che lanceremo
anche in Italia. Nella plastica, stiamo sviluppando
prodotti con migliori caratteristiche
di biodegradabilità, anche se bisogna
sottolineare che i prodotti in plastica monouso
andrebbero gestiti nell'ambito della
filiera del recupero. In questo senso, sono
favorevole allo sviluppo della termovalorizzazione
che pemetterebbe di minimizzare
l'impatto sull'ambiente. In Italia, non ci sono
però ancora le strutture e la volontà per
portare avanti questo discorso.


 

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