IpackIma 2012: confermata la leadership europea

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Confermando il dato del 2009, oltre 54mila i visitatori totali, di cui il 25% esteri provenienti in particolare dall'Asia, Africa e Americhe. “Nei padiglioni di Fieramilano, che ha ospitato 1.300 aziende, il 35% da 35 Paesi esteri, si è respirato un clima molto positivo - ha affermato Guido Corbella, amministratore delegato di Ipack-Ima spa - la soddisfazione da parte degli espositori è dovuta soprattutto al flusso di visitatori esteri,  al di sopra delle attese soprattutto in termini qualitativi. La nostra più grande soddisfazione - aggiunge Corbella - è quella di aver dato risposte concrete agli investimenti dei nostri espositori che si sono tramutate in trattative importanti. Ipack-Ima gode di buona salute e contribuisce, in modo significativo, alla spinta del business dei nostri clienti”.

L'accordo con Epo 2015 e un Ipack-Ima in Africa
In ottica internazionale si muove anche l'accordo con Expo 2015, che vedrà Ipack-Ima farsi ambasciatrice nelle fiere internazionali del tema Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita che caratterizzerà l'esposizione universale. L'edizione 2015 della rassegna sul packaging verrà spostata a maggio proprio per farla coincidere con l'evento che attirerà nel capoluogo lombardo milioni di persone da tutto il mondo.
Una conferma in tal senso arriva dalla sigla di un accordo con Unido (l'Organizzazione delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Industriale) ed East African Community, che darà vita alla prima fiera del packaging e del processo agroalimentare nell'Africa dell'Est, nel 2014. L'intesa è stata annunciata a margine della Conferenza internazionale Enhancing Food Safety and Food Security in Africa. L'Africa è leader nella produzione agroalimentare, ha il 60% di terreni non ancora coltivati di tutto il mondo ed è l'area del pianeta meno colpita da inquinamento del terreno: tre condizioni che ne fanno l'area con le maggiori potenzialità di sviluppo in campo agricolo nei prossimi anni, con la possibilità quindi di fornire cibo e bioenergia al mondo intero. Ma il risultato potrà essere realizzato solo con l'impiego di tecnologie e tecniche di management che aiutino ad abbattere gli sprechi e aumentare la produttività, attualmente presenti solo in Occidente.

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