Segnali positivi dall’Osservatorio di Ipack-Ima: prosegue nel 2011 la ripresa

Produttori

L’Osservatorio Ipack-Ima mostra come il primo semestre 2011 si chiuda con una
stima di aumento del fatturato totale da parte del 40% delle imprese del
campione, e una percentuale sempre elevata (29%) di aumento delle
esportazioni, che si somma al 60% che ne indica una costanza, in
presenza di una stabilità occupazionale dichiarata da più dell’88% delle
imprese. In linea i dati previsionali del secondo semestre, in cui poco
meno del 40% delle aziende continua ad attendersi una crescita del
fatturato e il 60% una stabilità, il 26% e il 64% prevedono
rispettivamente un aumento e una stabilità dell’export, e l’83% delinea
uno scenario occupazionale immutato.

L'industria collegata a Ipack-Ima
Un’industria importante per l’economia italiana quella protagonista di Ipack-Ima, con un fatturato totale nel 2010 di 37,5 miliardi di euro, di cui 25,8 relativi al settore imballaggi e 11,7 ai settori dei beni strumentali, che comprende macchine per l’alimentazione, per il packaging e per la movimentazione industriale. 143mila sono gli addetti e il 29% della produzione è la quota esportazione, con un picco dell’88% che riguarda le macchine per il packaging (Fonte Ipack-Ima su dati Ucima e Anima).

Macchinari e materiali-imballaggi
La disaggregazione dei due macrosettori macchinari e materiali/imballaggi, mostra come, in un clima percepito abbastanza positivo da entrambi, le imprese dei materiali/ imballaggi abbiano visto una maggiore crescita di fatturato (46%) rispetto al 36% di crescita dei macchinari, che per contro hanno però una crescita di esportazione più elevata (34%) rispetto agli imballaggi (21%).  L’analisi di Ipack-Ima si basa su una survey realizzata su un centinaio di imprese che occupano nel complesso circa 8.000 addetti e fatturano circa 1,5 miliardi di euro.

Lo studio è organizzato per settore di destinazione
L’originalità dello studio è caratterizzata da un approccio disaggregato per “settore di destinazione” dei macchinari, individuando così la congiuntura di ogni linea di produzione, e dalla presenza nel panel di riferimento non solo di imprese che producono impianti, ma anche componenti, imballaggi, materiali e semilavorati. In questo modo viene analizzata l’intera filiera industriale che si attiva per la produzione in nove comparti definiti “Business Communities”, che comprendono:
- Beverage (bibite, soft drink, acque, energy drink, succhi, baby drink, birra, vino)
- Chemicals/Industrial & Home (petrolchimica, pitture, vernici, inchiostri, pulizia casa, detersivi)
- Confectionary: (cioccolato, gomme, caramelle, canditi, liquirizia, gelatine, torrone, confetti)
- Dairy (latte, fermenti, yogurt, burro, formaggi, panna, baby food, gelati),
- Grain Based Food, Gbf (pasta, pane, biscotti, pasticceria, farine, riso, cereali, cuscus, mangimi),
- Hygiene & Beauty (profumi, cosmetici, igiene personale, creme, prodotti di bellezza, cura persona)
- Meat (bovini, suini, avicoli, ovini, caprini, equini, cunicoli, pesce e altre carni)
- Vegetable & Fruit (IV e V gamma, verdure, conserve, frutta fresca e secca, composte)
- Pharma (medicinali).

Crescono Gbf, Pharma, Beverage e Meat
Confrontando infine le varie Business Communities nel periodo di riferimento, si osserva come il fatturato del primo semestre 2011 sia aumentato soprattutto per Gbf, Pharma, Beverage e Meat, mentre le esportazioni sono cresciute nelle imprese di Pharma, Gbf, Hygiene & Beauty e Confectionary; quasi un sesto delle imprese di Confectionary e Gbf ha anche aumentato l’occupazione.

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