L’Ipercoop di Vigonza (Pd) dona gli alimenti invenduti per le persone in difficoltà

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Brutti ma buoni è il progetto con il quale, dal 2003, Coop Adriatica destina frutta, verdura, carne, latticini e generi vari invenduti - perché prossimi alla scadenza o con piccole imperfezioni estetiche, ma ancora buoni e perfettamente commestibili - a favore di associazioni di volontariato e cooperative sociali.
Adesso Brutti ma buoni ha appena preso il via all'ipercoop di Vigonza (Pd), in via Regia, 88. A beneficiare dei prodotti invenduti è l'associazione Cucine economiche popolari di Padova che gestisce nei pressi della stazione una mensa per 500 persone senza famiglia e senza fissa dimora.
“Il recupero degli invenduti a fini sociali - spiega il direttore delle Politiche sociali di Coop Adriatica Marco Gaiba - fa parte della nostra strategia della sostenibilità, perché è un'attività economicamente sostenibile, riduce gli sprechi, offre risposte sociali concrete alle persone bisognose, ha ricadute positive sull'ambiente. In questo momento, è anche un'importante azione per contribuire, insieme alle istituzioni e la comunità locale, alla definizione di un piano di riduzione della povertà”.

Edizione 2010
A Padova e provincia, la Cooperativa conta quasi 22.500 soci ed è presente con un ipercoop e 5 supermercati, in due dei quali (Selvazzano e Cadoneghe) l'iniziativa è già attiva. Lo scorso anno, in Veneto, il progetto ha coinvolto 31 pdv (3 ipermercati e 28 supermercati), ed ha permesso di destinare a 23 associazioni invenduti per 184 tonnellate, pari a 1.025 pasti al giorno, per un valore di 970 mila euro.

Edizione 2011
Nel 2011, Brutti ma buoni ha coinvolto 78 punti vendita della Cooperativa in Veneto, Emilia-Romagna, Marche e Abruzzo, che hanno donato 975 tonnellate di alimentari, pari a 5.300 pasti al giorno, a 115 onlus, per un valore di 4,5 milioni di euro.
In tutti i negozi di Coop Adriatica coinvolti, Brutti ma buoni viene gestito con il supporto dei soci Coop volontari; la raccolta viene eseguita direttamente dai lavoratori, che ogni mattina preparano e selezionano i prodotti e le merci, li controllano secondo rigorose procedure indicate dalle Aziende sanitarie locali e li consegnano alle associazioni di volontariato. Queste ultime provvedono infine a realizzare i pasti per persone in difficoltà, o destinano i prodotti all'alimentazione di animali malati o abbandonati: le onlus beneficiarie possono così reinvestire quando risparmiato per il miglioramento delle strutture e della qualità della vita degli assistiti. Grazie al recupero, inoltre, l'iniziativa limita fortemente la produzione di rifiuti.

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