Luciana Mosconi: Il futuro? Sempre distintivo e ostinato

Marcello Pennazzi, amministratore delegato di Luciana Mosconi
Posizionamento chiaro, export e questione-dazi sul banco. Chiacchierata con Marcello Pennazzi, Ad di Luciana Mosconi

Fresca ripiena o secca? Stando alla bontà percepita dal consumatore, “pari sono”, le paste all’uovo di Luciana Mosconi, dato che i tortellini al prosciutto sono risultati primi nel gradimento degli italiani per le “migliori paste fresche ripiene” secondo l’indagine di una nota rivista (luglio 2025). “Questo ci fa ancor più piacere -spiega l’amministratore delegato Marcello Pennazzi- in quanto quello della pasta fresca è un mercato per noi nuovo, essendo presenti solo da sei anni. Una conferma che fa bene al brand e che attesta la nostra ‘qualità senza compromessi’, rendendoci davvero distintivi e diversi dagli altri per ingredienti, metodo, prezzo adeguato. Analogo riconoscimento era arrivato anche lo scorso anno nel segmento pasta secca industriale, per la tagliatella all’uovo”.

Luciana Mosconi è attualmente co-leader in Italia nel mercato pasta secca lunga, oltre a essere leader assoluta nel segmento premium sul totale mercato uovo secca (fonte: Circana totale Italia AT 30/06/2025); la fresca copre il 15% del fatturato ma rappresenta, negli intenti, il mercato del futuro. Allo scopo è in partenza a ottobre, per la durata di 16 mesi, una campagna di comunicazione che guarderà anche a questa tipologia, “che ha 11 punti di ponderata (Circana totale Italia AT 30/06/2025), ma è già al quarto posto in Centro in Italia e necessita di una distribuzione più capillare e ampia. Gli spot saranno simili, uno dedicato alla pasta secca e uno, appunto, alla fresca”.

Alla prova dei dazi

Negli ultimi otto anni Luciana Mosconi ha lavorato in modo da ampliare la propria quota di export, ed è arrivata a una presenza in 38 Paesi, costruendo network con i distributori per giungere alle corrette penetrazioni nei diversi Paesi. In Europa vengono vendute pasta secca e fresca quasi ovunque (soprattutto Germania, Francia, Paesi Bassi, Balcani, Uk), mentre oltre oceano in Nord America (Canada e Stati Uniti). “Da luglio abbiamo un dazio certo con cui confrontarci; abbiamo subito iniziato a ragionare su come contenere i prezzi. Chiederemo un sacrificio a tutta la filiera, anche il distributore farà la sua parte. In questa fase è necessario, in quanto occorre essere vicini al consumatore e non interrompere il percorso iniziato da Luciana Mosconi non tantissimo tempo fa, così da proseguire il consolidamento del brand. Il tutto è fattibile, per il momento gli Stati Uniti non rappresentano una quota di mercato estremamente importante”.

Allargando il ragionamento oltre la pasta secca e fresca, essendo Luciana Mosconi presente con Monacesca nel mercato dei vini, interessante è comprendere in questo caso come si muoverà il cliente. “A nostro parere -completa Pennazzi- anche chi può permettersi una bottiglia di un certo valore modificherà alcune scelte, stiamo lavorando perché Monacesca non esca dalla sua fascia di prezzo di riferimento”

Tornando alla pasta: “Essendo per noi il mass market il mercato di riferimento, non necessariamente il nostro consumatore è altospendente quindi anche 0,30/0,40 centesimi di dollaro su singola confezione potrebbe incidere sulla scelta del cliente; cercheremo come già detto di contenere l’impatto del dazio”.

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