A Milano l'incidenza del F&B sul totale negozi (dei distretti F&B) è del 34%. Engels & Völkers Commercial Milano ha pubblicato il 5° Food &The City Milano

A Milano i distretti della ristorazione con più alto indice di visibilità sono Arco (della Pace)- Sempione (67%), via Tortona-via Savona (51%), Duomo (49%) e Isola-Farini (49%). È un dei dati più interessanti dello studio di Engel & Völkers Commercial Milano sulla struttura Food&Beverage a Milano (Food & The City Milan 2025), giunto alla quinta edizione. L'indice di visibilità è il rapporto (ratio) tra il numero di vetrine delle attività Food & Beverage del distretto sul totale del numero di vetrine dei negozi del distretto. Come nell'edizione precedente, sono 25 i distretti Food&Beverage a Milano, considerata da anni (anche prima dell'Expo) come una destinazione obbligatoria per chi vuole testare e sviluppare una catena di locali e ristoranti, in particolare nel fast/casual dining. Non è una piazza facile: competitiva, cara nei canoni e nei costi, con un tasso di turnover in crescita e una clientela esigente anche se non acribica, soprattutto su qualità e servizio.

In ciascun distretto sono stati esaminati, per singola unità commerciale, la categoria merceologica, la tipologia di servizio e lo sviluppo del brand, accanto all’analisi del tasso di sfitto (vacancy rate), della presenza di dehors esterni sull’affaccio stradale e dei valori economici. A completamento, sono stati calcolati l’indice di visibilità F&B e l’indice di performance potenziale di distretto, considerando anche le caratteristiche socio-economiche del distretto e della popolazione gravitante.

Si contano oltre 5.557 esercizi, la cui incidenza delle attività F&B è pari al 34%, valore che conferma una buona tenuta del settore se rapportato ai dati raccolti nel 2024. Tra i distretti con la maggiore incidenza di esercizi F&B rispetto al totale dei negozi spicca Arco Sempione, che conferma la sua fortissima attrattività soprattutto serale, con il 55% di attività F&B sul totale dei negozi. Segue le zone Duomo (48%) e Navigli (47%). Nolo si conferma un distretto ancora acerbo, presidiato per il 98% da attività a marchio indipendente, ma sempre più nel mirino delle principali catene del food: grazie alle sue grandi potenzialità, il tasso di vacancy è in diminuzione, passando dal 10% nel 2024 all’8% nel 2025.

Nel complesso, le catene (15%) e i gruppi F&B (7%) assommano il 22% di un'offerta dominata dagli indipendenti (78%)  Complessivamente, caffetterie/gelaterie (18,5%), e ristoranti con cucina tipica italiana (17,3%) sono le tipologie più presenti nei distretti considerati, seguite da ristoranti etnici/fusion (16,9%), wine/cocktails bar (10,4%) e pizzerie (8,4%). Dopo la categoria panetterie/pasticcerie (7,6%) troviamo i ristoranti a base di carne (burgherie comprese) con il 6,4%.

Quasi 6 attività su 10 con dehors

Rispetto alla scorsa edizione, si osserva una stabilizzazione del numero dei dehors, a testimonianza di come, dal periodo post-pandemico, lo spazio esterno sia divenuto un elemento sempre più ricercato e apprezzato. Nei venticinque distretti considerati, infatti, il 58% delle attività F&B è dotato di dehors, con un numero di posti a sedere esterni stimato superiore a 25.000. Tra i distretti analizzati, Statale, Duomo e La Foppa XXV Aprile sono le zone con maggior concentrazione di dehors.

Nel complesso, l’indice di sfitto (vacancy) medio nei distretti milanesi mostra una sostanziale stabilità rispetto alla precedente rilevazione, attestandosi su livelli che lo studio definisce "relativamente contenuti" (10,9%). Il 2025 evidenzia un mercato stabile ma dinamico, in cui la vacancy cresce nei distretti più maturi per effetto della rotazione naturale e diminuisce nelle aree emergenti, segno di un riequilibrio urbano in corso tra centro e quartieri emergenti.

L’indice di performance potenziale di distretto rappresenta una misura sintetica della capacità di un’area urbana di esprimere attrazione e vitalità commerciale. L’analisi evidenzia una gerarchia articolata tra i distretti milanesi, riflettendo la diversità strutturale e funzionale del tessuto urbano. I poli centrali, come Duomo e Cordusio-Dante, si distinguono per livelli di performance potenziale più elevati, espressione di un sistema commerciale maturo e sostenuto da intensi flussi pedonali, mentre contesti come Nolo e Lecco Palazzi mostrano potenziali di crescita legati a processi di valorizzazione e rigenerazione urbana.

“Nonostante il contesto economico ancora complesso, il mercato milanese conferma solidità e vitalità, sostenuto da una domanda sempre più attenta e orientata all’esperienza. Milano mantiene la propria centralità con tassi di vacancy contenuti nonostante la forte competizione, grazie a un elevato turnover e un interesse sempre alto da parte di format innovativi e brand emergenti" spiega Gianluca Sinisi, licence partner Engel & Völkers Commercial Milano Lombardia.

"Dai dati di questa edizione del report emerge un quadro di maturità in cui solidità e capacità di adattamento rappresentano fattori chiave –aggiunge Vincenzo Ferrieri, Presidente Ubri e Ceo Gioia Group Spa-. La quota di attività F&B si mantiene sul 34% del totale, l’indice di vacancy resta contenuto e la domanda si conferma vivace. Permangono tuttavia alcune sfide strutturali: l’aumento dei canoni di locazione, la necessità di una maggiore interlocuzione con la proprietà immobiliare e la definizione di politiche capaci di bilanciare sviluppo e sostenibilità”. 

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome