Mulinum e il sogno di un giovane: “Voglio seminare insieme con la gdo”

L’idea di Stefano Caccavari rappresenta una filiera cortissima del grano con dei “mulini” dove avviene la produzione e vendita di farina, pane, prodotti da forno e somministrazione di pizze gourmet

Si chiama Mulinum ed è un progetto imprenditoriale innovativo, dal sapore di startup ma con radici antichissime. L’idea, venuta 3 anni fa all’allora 27enne Stefano Caccavari, rappresenta una filiera cortissima del grano (quello buono, alto, senza diserbanti e che viene pagato ai contadini quanto loro spetta) con dei “mulini” dove, nello stesso luogo della macinazione a pietra, avviene la produzione e vendita di farina, pane, prodotti da forno e somministrazione di pizze gourmet.

La storia di Mulinum dalle origini fino a oggi

“Mulinum nasce il giorno di San Valentino del 2016 con un post su Facebook per raccogliere i soldi necessari a salvare le pietre di un mulino messe in vendita come complemento d’arredo per giardino. Servivano 25mila euro, io ne avrei messi 10mila ma per raggiungere quella cifra avevo bisogno di aiuto. In 90 giorni ho raccolto 500mila euro, solo tramite il passaparola online, grazie a persone che, come me, non volevano che si perdesse la tradizione della macinazione a pietra del grano antico Senatore Cappelli”, racconta Stefano, che da lì ha deciso di iniziare questo percorso imprenditoriale per non far morire l'antica trazione agricola calabrese.

Oggi la sua azienda conta una sede a San Floro, in provincia di Catanzaro, e una seconda a Siena dove presto partiranno produzione e vendita, con i lavori per il terzo Mulinum in Puglia in fase di avvio. L’idea è quella di espandersi con un Mulinum in ogni regione dove fare vendita diretta, continuando con l’e-commerce già oggi attivo e con cui si possono comprare i vari prodotti, compreso il pane (che dura 21 giorni), con la distribuzione nei negozi specializzati (bio e gourmet), oltre che ai professionisti del settore come forni e pizzerie.

La filiera è certificata, garantita, controllata e chiusa, con una produzione, ad oggi, di 150 quintali di grano al giorno che si trasformano in migliaia e migliaia di sacchetti.

L’intento è quello di coinvolgere presto anche la gdo, puntando su un risvolto sociale dell’operazione. “Faccio un appello affinché la gdo adotti un campo di grano ed esca dal vortice dell’importazione, offrendo una coltivazione dedicata ad ogni insegna, garantita e trasformata in prodotto da Mulinum”.

Nessuna paura per quel che riguarda gli eventuali volumi richiesti: “Con il grano si lavora in anticipo, quindi se io chiedo ad ogni insegna un anno prima quanto seminato serve, posso garantire una produzione adeguata, dal momento che Mulinum può arrivare a 10mila ettari di coltivato. Dobbiamo lavorare tutti, e assieme, per sconfiggere un nemico comune: il 70% del grano consumato in Italia, che arriva dall’estero”.

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