Pam Panorama siamo grandi … ma vogliamo esserlo di più

Una crescita del 6%, a rete complessiva, una presenza sul territorio di 201 negozi con quattro insegne, l’obiettivo di raddoppiar il fatturato: queste le sfide di Gruppo Pam. “La nostra parola d’ordine è crescere e diventare sempre più forti -precisa a chiare lettere l’Ad di Pam Panorama Gianpietro Corbari-. Lo abbiamo fatto con determinazione in questi anni, definendo un format di prossimità di successo come Pam local, entrando nell’eCommerce, rinnovando super e superstore. L’obiettivo è chiaro per noi: rafforzare le quote per confermarci riferimento leader del mercato, arrivando a un fatturato vicino ai 6 miliardi”.

Obiettivi ambiziosi. Come pensate di raggiungerli?
Prima di tutto rafforzando la rete con tutte le leve possibili, cioè crescita organica, acquisizioni e partnership, con caratteristiche in linea con quelle sottoscritte in questi anni con Arimondo e la famiglia Borrello. Stiamo rinnovando le formule a livello sia di offerta sia di organizzazione, trovando nuove declinazioni. Tutti elementi che non riguardano solo la massa critica.

La dimensione non è più un concetto così importante?
È evidente che i numeri aiutano a fare massa. Ma oggi, al di là della muscolarità, essere leader significa essere riconosciuti e apprezzati per i propri valori, per la validità dei progetti messi in campo, per la capacità di creare relazioni durature. Vuol dire avere il fisico giusto per essere produttivi e anche per disporre di tutte le risorse necessarie per gli investimenti che servono. Anche facendo errori, che però da piccoli non si possono correre.

Sviluppo a parte, quali le priorità?
Diverse in funzione dei format: i discount In’s stanno andando molto bene e proseguono la loro marcia, così come la prossimità firmata Pam local, ormai una rete di 110 store le cui vendite stimiamo nel 2020 arriveranno a 60 milioni. Supermercati e superstore stanno vivendo una fase importante di ristrutturazione, in termini sia estetici sia assortimentali, visibili nelle quattro nuove recenti aperture.

Avete anche lanciato una nuova insegna Pam city.
Una formula a metà tra local e supermercato. Un test, che stiamo verificando.

E gli ipermercati?
Sotto stretta analisi, come stanno facendo tutti i retailer. Lo stiamo ripensando, immaginandolo con i freschi, il nostro fiore all’occhiello, al centro, in abbinamento con il non food, ancora attrattivo pur in spazi ridotti, e la ristorazione. Il tutto con un assortimento ampio e profondo, composto da marche industriali, mdd e prodotti locali, a prezzi competitivi rispetto sia ai discount sia alle altre dirette insegne concorrenti.

Parliamo dei rapporti con l’industria di marca. Sempre litigiosi?
Una certa litigiosità è fisiologica ... Oggi serve un approccio diverso, che superi le logiche di premi e contributi dati per spingere prodotti, che, molto spesso, piacciono alle aziende, ma un po’ meno ai consumatori.

Che soluzione propone?
Di partire dalla filiera e dalla sua valorizzazione come base per creare un nuovo rapporto tra idm e gdo. In quest’ottica, stiamo per lanciare un sito a disposizione dei fornitori, al quale devono accreditarsi. Una novità di cui annunceremo a breve le novità e le tecnicalità.

Come sta andando, invece, l’eCommerce? Meglio in partnership o da soli?
Non c’è un meglio: sono due soluzioni che ci stanno dando grandi soddisfazioni, ma rispondono a logiche diverse. A Roma e Torino, in partnership con Amazon, il valore aggiunto è la competenza nella gestione delle consegne; nel nostro Pamacasa, invece, stiamo imparando a valorizzare meglio i nostri prodotti con politiche di marketing specifiche. Stiamo studiando e sperimentando, certi però che si tratti di un mercato in crescita, da presidiare e non lasciar perdere. Anzi ... il contrario.

Curiosa di tutte le forme di retail, italiano e internazionale, fisiche e online, food e non food. Da anni, seguo le evoluzioni (e le involuzioni) di questo mondo con l'obiettivo di raccontare, con occhi attenti e un pizzico di ironia, nuove realtà, iniziative originali, aggregazioni innovative, negozi d'impatto, e …

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