Sostenibilità e valori condivisi, la nuova leva del discount

Maria Luisa Podini, Ad di MD
MD chiude il 2025 con ricavi a 3,8 miliardi e utile in crescita. Per Maria Luisa Podini, la sfida ora è rendere sostenibilità e qualità sempre più accessibili

Ricavi a 3,8 miliardi di euro (+2%), valore generato netto a +8%, marginalità al 6,43%, patrimonio netto oltre 692 milioni (+12%) e utile netto a 97,5 milioni (+2,65% sul 2024). Sono gli indicatori economici 2025 di MD, che ha distribuito il 96% del valore creato agli stakeholder. “Questi risultati sono il frutto di un’impostazione moderna dell’azienda: non solo nella tecnologia o nella selezione dei prodotti, ma nel disegno industriale che le precede, con un ruolo sempre più strategico per la sostenibilità”, racconta Maria Luisa Podini, Ad di Md.

Qual è stata la leva più importante per ottenere questi numeri: efficienza, evoluzione del format, private label o maggiore maturità della rete?

I numeri nascono da un piano industriale e strategico con obiettivi ambiziosi ma concreti e realistici, in cui i fattori esogeni incidono solo per uno spicchio. La crescita dei ricavi e degli economics riflettono la fiducia che i clienti ci confermano nel tempo all’interno di un piano che coinvolge tutti gli stakeholder: ogni tassello ha la stessa importanza, ma un peso specifico differente. Servono i fatturati, ma soprattutto una crescita sana e una marginalità corretta, capace di coniugare risultati economici, qualità e convenienza. Qui la private label è l’asset centrale: permette di controllare la filiera, investire sulla qualità, sviluppare prodotti coerenti con i nuovi stili di consumo e mantenere prezzi accessibili. Oggi contiamo oltre 2.300 referenze mdd e 82 brand specializzati.

E come stanno cambiando i negozi?

In modo concreto. Non è solo una questione di format: stiamo ripensando il punto di vendita in sé, perché sia più funzionale, efficiente e vicino alle esigenze quotidiane delle persone. Nel 2025 abbiamo proseguito con aperture e ristrutturazioni, per rendere i negozi più accoglienti, sostenibili e coerenti con i nuovi consumi. La prossimità, per noi, non è solo distanza: è capacità di rispondere ai bisogni reali con l’assortimento giusto e una spesa semplice.

Parliamo di sostenibilità. Qual è il passaggio più difficile: misurarla, finanziarla o farla percepire al cliente?

Certamente renderla percepibile. Sappiamo misurarla e finanziarla è una priorità, ma rischia di restare astratta finché non entra nella vita quotidiana. Per MD significa coerenza nelle scelte che si traducono in prezzi accessibili, riduzione degli sprechi, qualità, valorizzazione delle persone, efficienza energetica e rapporti trasparenti con i fornitori. Nel nostro Bilancio Esg abbiamo definito 37 obiettivi strategici al 2030, segno che la sostenibilità è ormai parte integrante della nostra strategia. E preferiamo raccontarla con i fatti: nel 2025 oltre 83 mila ore di formazione, quasi 49 mila dedicate a salute e sicurezza, il 96% del valore creato distribuito agli stakeholder e oltre 1,1 milioni di euro destinati a donazioni e iniziative per il territorio. E il cliente percepisce tutto questo quando trova coerenza, come dicevo, e accessibilità sui prodotti più sicuri e responsabili.

Con la Esg al centro delle strategie, come sta cambiando il vostro modo di fare impresa?

Sta cambiando il modo in cui prendiamo le decisioni e definiamo le priorità. La sostenibilità non è più vista come un insieme di iniziative specifiche: è integrata nei processi aziendali, nella filiera, nei prodotti, nella logistica, nell’energia e nella relazione con persone e territori. Significa fare impresa in modo più responsabile, solido e lungimirante.

Quanto pesano i criteri Esg nella selezione dei fornitori della private label?

Nel 2025 sono stati 283 i fornitori e i partner sottoposti ad audit di qualità, a cui si aggiungono controlli sui negozi e verifiche su sicurezza alimentare, catena del freddo, tracciabilità, etichette, benessere animale e processi produttivi. Qualità, convenienza e sostenibilità devono crescere insieme: per questo prediligiamo i fornitori italiani, che rappresentano il 95,7% del totale food.

Il tema dell’energia oggi è centrale. Quali gli obiettivi dei prossimi anni?

È un argomento strategico sul piano sia ambientale sia economico. Abbiamo investito nell’efficienza di punti di vendita, depositi e logistica, aumentando il ricorso alle fonti rinnovabili: oggi siamo al 52% di energia acquistata da rinnovabili. Anche l’autoproduzione da fotovoltaico sarà centrale nel nuovo polo logistico di Imola (Bo) e nei punti di vendita di nuova generazione. L’obiettivo è integrare le soluzioni energetiche nei processi operativi. Nel 2025, 291 storehanno registrato consumi inferiori alla media aziendale.

Esg significa anche welfare aziendale e formazione. Quali risultati avete ottenuto, anche in termini di benessere?

Le persone sono il cuore dell’azienda e, negli ultimi anni, abbiamo investito molto su formazione, sicurezza e valorizzazione delle competenze, convinti che il benessere delle persone sia decisivo anche per la qualità del lavoro e del servizio ai clienti. Nel 2025, come ricordato, abbiamo erogato molte ore di formazione, ma, al di là dei numeri, ciò che conta è aver costruito una progettualità formativa coerente con la nostra visione aziendale: percorsi condivisi di crescita delle competenze, coaching individuale e collettivo, confronti strutturati. Il risultato? Una partecipazione più consapevole e un più forte senso di appartenenza, con relazioni più solide e inclusive.

Quali le prossime sfide?

A livello di Esg, la più importante sarà mantenere accessibilità e qualità in un contesto economico e sociale complesso. Per MD la sostenibilità deve restare accessibile e inclusiva per permettere alle famiglie di fare una spesa di qualità, sicura e sostenibile, senza trasformarla in un privilegio. Questo richiede equilibrio tra innovazione, efficienza, attenzione ambientale e responsabilità sociale, con costi a carico nostro.

Nei prossimi cinque anni, quale indicatore racconterà meglio MD?

Tante le priorità: garantire prezzi accessibili, contrastare lo spreco alimentare, valorizzare le persone, contribuire alla tutela del clima e rispondere a una domanda di cibo in crescita. Ma, se dovessi sceglierne uno, opterei per l’impegno a creare valore condiviso: per i clienti, per chi lavora con noi, per i fornitori e per i territori in cui operiamo.

Intervista tratta da Gdoweek n.11-2026

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