Ancora una volta il Mezzogiorno è scenario di importati accordi che rimodulano gli equilibri della distribuzione moderna. In occasione della convention annuale, Supercentro ha comunicato il suo ingresso nel mondo Crai. Un passo importante per il gruppo che opera in in Puglia, Basilicata e Calabria con una rete di oltre 120 punti di vendita, 43 dei quali di proprietà, tra supermercati, superette e Cash&Carry, questi ultimi situati tra Taranto, Lecce e Monopoli. L’accordo siglato sarà operativo dal 1° gennaio 2026.
"Questo ingresso segna un passo importante nel nostro percorso di crescita e consolida la nostra presenza nel Sud Italia. Unisce due realtà che condividono gli stessi valori: vicinanza alle persone, legame con le comunità locali e attenzione alla qualità. Un'alleanza che rafforza la rete e rinnova la nostra promessa di offrire una spesa buona, sostenibile e
autenticamente radicata nel territorio” dichiara il presidente del Gruppo Crai, Giangiacomo Ibba.
“L’accordo con Crai -ha affermato il direttore generale Antonio Bonucci- ci consente di
affrontare una fase di crescita strutturale e organizzativa senza precedenti. Abbiamo pianificato investimenti per oltre 15 milioni di euro nei prossimi tre anni, che interesseranno la modernizzazione dei punti di vendita, l’ampliamento dei servizi e la creazione di nuove opportunità occupazionali. È una sfida importante, che nasce da un percorso condiviso e dalla volontà di continuare a generare valore per i territori in cui operiamo.”
La strategia
L’adesione al Gruppo Crai consentirà a Supercentro di ampliare la propria capacitàlogistica, accedere a nuove economie di scala e valorizzare l’identità territoriale che da sempre contraddistingue l’azienda. La sinergia tra le due aziende coniuga esperienza locale e rete nazionale, con l’obiettivo di offrire ai consumatori un modello di distribuzione più competitivo, moderno e vicino alle persone.
“Questa nuova fase di crescita coinvolge tutti: collaboratori, imprenditori, produttori locali e comunità. Entrare in Crai significa aprirsi a un sistema nazionale mantenendo salde le
nostre radici" evidenzia il presidente Michele Macripò.







