Unieuro, l’ideale è un leader fisico e omnichannel

Anche per Unieuro il mercato è in forte cambiamento. Certo, un pure player nasce “già cambiato”, come ha detto Giancarlo Nicosanti Monterastelli, amministratore delegato di Unieuro, con efficace solecismo (licenza grammaticale), in apertura del Marketing & Retail Summit di Mark Up e Gdoweek. "Noi dobbiamo cambiare con una storia di successo alle spalle, e non è facile con 5.000 persone e 270 affiliati -precisa Monterastelli-. Se non riusciremo a trovare un equilibrio tra investimenti, margini e fatturati, sarà difficile rimanere su un mercato sempre più competitivo, noi siamo disponibili ad accettare cambiamento, e soprattutto a metterci in gioco sulla valutazione dei clienti”.

Cambiare è più difficile per chi, come Unieuro, ha 80 anni di storia alle spalle. Una delle prossime sfide che aspetta i retailer del settore eldom, anche quelli leader di mercato per fatturato, è l’allineamento progressivo dei prezzi fra offline e online. "Dovremo imparare a interloquire con mercati affini ai nostri per compensare margini che perderemo sicuramente in seguito a un abbassamento del posizionamento prezzo che si collocherà vicino all’online: questo fenomeno di mercato sarà il prossimo mal di testa del settore".

La digital transformation, per la quale Unieuro ha previsto investimenti per 250 milioni di euro in 4-5 anni, deve comunque andare nell’unica direzione possibile per un retailer come Unieuro: soddisfare il consumatore, “che è il primo azionista dell’azienda”.

L’esperienza e il successo di Best Buy dimostra che si può creare e mantenere l’autorevolezza anche in un mercato, quello Usa, dove l’eCommerce presidia il 60% degli acquisti. da noi è il 25%: il mercato italiano è molto più piccolo, perché il prezzo medio è più basso della media europea, ma il consumatore è più informato ed è disponibile a spendere di più perché ha vantaggi energetici ed è attento a tematiche ambientali non sempre patrimonio comune: "Il nostro settore vive di innovazione di prodotto -precisa Nicosanti- se l’industria smette di innovare dobbiamo cambiare mestiere, dobbiamo chiedere all’industria di continuare a innovare, anche noi retailer dobbiamo innovare: in un mercato come gli Usa presidiato al 60% dell’eCommerce, l’unica risposta è l’omnichannel, il retail ha un futuro se ascolta il cliente, se è disponibile a cambiare".

 

 

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