Carrefour innova le Filiere di Qualità

Certificazione blockchain e informazione al consumatore finale con Qr Code: queste le novità più significative che, da settembre, saranno presenti e disponibili nella rete Carrefour italiana. “Si tratta di una rivoluzione epocale -commenta Stéphane Coum, direttore Operation Carrefour Italia- che ci impegniamo a portare avanti con i nostri clienti seguendo i valori di qualità ed affidabilità dell’offerta, di sostenibilità, di accessibilità dei prezzi e delle informazioni. Per Carrefour Italia, la tracciabilità della filiera rappresenta un’ulteriore assunzione di responsabilità e un nuovo passo verso la totale trasparenza”. Un processo iniziato già nel 2017, quando Carrefour ha introdotto anche in Italia il progetto delle Filiere Qualità presentando, in occasione dell’annuale Salone dedicato a clienti e fornitori, il marchio distintivo dei prodotti coinvolti e i primi accordi, Inalca per le carni e MaDiFruit per le arance Tarocco della Sicilia. Quest’anno è arrivato il passo successivo, anzi, due: la certificazione grazie alla tecnologia blockchain e l’informazione puntuale al consumatore finale con il link del QrCode, elementi sostanziali di una strategia più ampia denominata “Transizione alimentare 2022”.

Accanto agli accordi con fornitori locali che garantiscono una produzione basata su un modello di economia sostenibile e positiva, come quella promossa appunto dalle Filiere Qualità di Carrefour, l’insegna ha deciso di rendere più visibile questa scelta commerciale sfruttando la blockchain per certificare la filiera, e il QrCode per comunicare rapidamente ai consumatori cosa stanno acquistando, direttamente dentro il punto di vendita. La tecnologia blockchain è uno strumento fondamentale che rappresenta un patto di fiducia tra Carrefour Italia e il cliente finale, che potrà verificare direttamente e in tempo reale le informazioni legate alla filiera del prodotto, dall’origine sino all’arrivo al punto di vendita”, sottolinea Coum.

La prima filiera ad essere tracciata con il sistema inventato da Satoshi Nakamoto e reso popolare dai Bitcoin è quella del pollo, allevato a terra e senza antibiotici. È già operativa e coinvolge 29 allevamenti, due mangimifici e un macello, vale a dire tutto il percorso dal concepimento allo scaffale del super. La prossima invece a essere “scannerizzata” con questa tecnologia sarà quella degli agrumi a marchio proprio. Carne, e pollo in particolare, insieme con la frutta, hanno le filiere produttive più contestate, almeno nella cronaca, tra video degli animalisti e la questione del caporalato, e per le quali ci si comincia a chiedere come sia possibile garantire alimenti di qualità se i prezzi sono contenuti. Non a caso anche in Francia, quattro mesi fa quando è partito il progetto blockchain, a essere coinvolte sono state le produzioni del pollo d’Auvergne e quella del pomodoro Marmade. I dati relativi alle produzioni sono poi resi visibili e disponibili per i clienti attraverso il QrCode sulla confezione e l’interfaccia online di Carrefour Italia, in maniera univoca e immutabile, come consente la tecnologia. La trasparenza di Carrefour è stata apprezzata in patria, vedremo come evolverà in Italia.

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