Conad Adriatico: il nostro orizzonte è la crescita

Conad adriatico

“Non vedo futuro per i negozi tradizionali se non riusciamo a specializzarli: essere generalisti non paga più, perciò dobbiamo riqualificarli tenendo conto del territorio. Marche e Abruzzo hanno tanti piccoli comuni di 1.000-1.500 abitanti sulle colline, lì i nostri negozi Margherita continuano a dare un servizio, anche in termini di presidio sociale. Ma anche in questo caso, bisogna avere creatività per essere scelti e apprezzati: di certo le sfide non mancano”. Antonio Di Ferdinando, direttore generale di Conad Adriatico, traccia le linee strategiche della cooperativa che opera in Marche, Abruzzo e Molise (leader con una quota del 24,9%), Molise (20,6%), Puglia e Basilicata, oltre che in Albania e in Kosovo.
Come sta crescendo Conad Adriatico?
Per noi fare sviluppo significa, prima di tutto, investire sulla formazione dei soci più giovani educandoli ai valori del nostro sistema e creare nuova imprenditorialità giovanile. Nel 2016, nonostante il contesto ancora segnato dalla crisi economica e dalla disoccupazione, abbiamo inaugurato 9 punti di vendita -salvaguardando posti di lavoro e creandone di nuovi-, razionalizzato i processi e ottimizzato i costi. Siamo riusciti, soprattutto, ad attrarre le migliori forze imprenditoriali creando lavoro e sviluppo, investendo risorse, alimentando l’indotto e redistribuendo sul territorio la ricchezza prodotta. Il fatturato ha così superato il miliardo di euro e il patrimonio netto consolidato è aumentato a 150,6 milioni di euro. Nell’anno in corso abbiamo in programma un piano di investimenti per 41,2 milioni euro, finalizzato all’apertura di 22 nuovi punti di vendita, 7 dei quali in Albania. A giugno abbiamo perfezionato l’acquisizione di 15 punti di vendita Sisa (14 in Abruzzo e 1 nelle Marche) mantenendo i soci gestori con i quali abbiamo avviato un percorso di rebranding della rete. Abbiamo in cantiere anche nuove aperture a Taranto, Pescara, Martinsicuro (Teramo) e Porto San Giorgio (Fermo), oltre a un nuovo distributore di carburanti. Così come vogliamo potenziare la nostra presenza in Basilicata, Molise e nel barese. Per fare ciò puntiamo sui format che riteniamo più adatti, i Conad e i Conad City.
Parliamo di ipermercati: nel 2014 ne avevate 10, oggi?
Hanno sofferto molto per la crisi, quindi a fine 2014 facemmo la scelta di rivedere assortimento e dimensione: 4 sono diventati superstore.  A suo tempo, quando abbiamo aperto queste strutture, mettere tutto sotto lo stesso tetto è stata una operazione eccezionale che ha portato fatturati brillanti. Poi sono arrivati i category killer e abbiamo dovuto ridimensionare l’assortimento: i nostri ipermercati sono diventati più alimentari, con alcune nicchie di extra-alimentare, come giocattoli e petfood, molto profonde.
Siete interessati ai Petstore Conad, allora?
Ne abbiamo aperto uno a Pescara, completo dei servizi come la toelettatura. Aspettiamo di vedere i numeri: l’Italia non è tutta uguale e siamo molto attenti perché è un mercato che non conosciamo.
Meglio aprire Sapori&Dintorni per i turisti?
Non è ancora nei nostri orizzonti: siamo ancora impegnati sui bisogni primari.
Paura di Aldi?
Prima che aprirà al sud, avremo il tempo di vederlo, controllarlo e misurarlo. Da queste parti è Eurospin la catena leader e, in Puglia, non è un discount, ma un supermercato, con tutti i banchi serviti : la quota di mercato è superiore alla corrispondente quota nella numerica dei pdv, in Italia una eccezione. È uno di quei concorrenti di cui parlare bene, perché sono partiti tanti anni fa, hanno interpretato bene il territorio, fatto uno sviluppo attento in posizioni bellissime, tutte in centro città.
Quanto sentite l’arrivo dell’online?
Non ho numeri certi: a livello nazionale si parla dell’1% delle vendite alimentari, percentuale un po’ maggiore nelle città a reddito più alto e con bassa disoccupazione, e un po’ meno altrove. Da noi la disoccupazione arriva al 40%: incrementare il fatturato in questi territori, senza poter contare sull’online, non è semplice, ma ci siamo riusciti.
Cosa rappresenta per voi l’Albania?
Dopo 11 anni possiamo dire che è un’esperienza bella e positiva. Oggi abbiamo 41 supermercati con una superficie media intorno ai 500 mq e siamo leader di mercato: dato che lo stipendio medio intorno ai 280 euro, i nostri negozi sono riservati ai redditi più elevati: i prodotti costano quasi come in Italia, perché, è vero che il costo del personale è relativamente basso, ma rimane alta l’incidenza di trasporti e accise. E anche qui l’alimentare italiano è visto un’eccellenza.
Producete in Albania?
Come Conad no, perché è fuori dalla Comunità Europea. Peccato, perché i camion che tornano vuoti in Italia potrebbero trasportare pesce e ortofrutta dai sapori antichi, visto che in Albania si produce ancora senza chimica. L’ortofrutta che acquistiamo lì è tutta per i nostri super locali, che hanno un’incidenza delle pl Conad di circa il 50%.
E come vanno le mdd in Italia?
Siamo molto soddisfatti: nei nostri supermercati le nostre linee a marchio rappresentano circa il 30%, mentre negli ipermercati abbiamo raggiunto il 17,50. Risultati importanti dovuti al forte impegno e alla razionalizzazione dell’assortimento, soprattutto al sud, dove in genere la marca privata incide meno. Del resto, la mdd è uno dei punti di forza di Conad con i suoi progressi continui, all’insegna di qualità e innovazione per cogliere i nuovi trend. Ad esempio, Verso Natura, lanciata a settembre 2016, ha portato incrementi di fatturato incredibili, così come molto bene vanno le premium label.
Bassi&Fissi vi sta dando soddisfazioni?
Assicura alle famiglie di ogni area del Paese una convenienza continua su 380 prodotti di prima necessità, con un risparmio che ha un impatto sociale non trascurabile. Significa che l’operazione va bene e il consumatore riconosce a questi prodotti una funzione calmieratrice della spesa quotidiana. È anche una operazione lungimirante e stupenda, che ci consente di abbassare i prezzi a scaffale. Penso che assieme alle nuove linee, sia questo il motivo dell’incremento di fatturato superiore al 2% di Conad a livello nazionale.

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