Deflazione alle porte?

Retail

Il rischio deflazione è alle porte. Lo paventano i media e si deduce anche dai risultati dell’Osservatorio di Findomestic Banca, che oltre alla tradizionale rassegna sull’andamento dei mercati di riferimento per il credito al consumo (auto, mobili, elettronica ecc) ha esaminato il sentiment degli italiani in questa difficile fase congiunturale. Ebbene, nonostante l’inflazione abbia preso decisamente a scendere il caro prezzi rimane in cima alle preoccupazioni degli italiani che sono consapevoli di dover fronteggiare una crisi lunga e profonda. Questo è proprio il tipico scenario della deflazione, almeno come la descrivono i manuali visto che in senso stretto nell'occidente il fenomeno non si verifica dagli anni Trenta: non compro oggi perché ho paura di impoverirmi e perché so che domani la merce costerà meno. E nonostante il peso relativo sui budget familiari (l’alimentare rappresenta in media il 17% del bilancio del nucleo familiare) la percezione è che le voci che incidono di più sul bilancio familiare siano proprio quelle per i prodotti alimentari e di largo consumo, seguiti dalle tasse e le spese per i trasporti pubblici e privati.


Abbigliamento ko
Ma i consumatori non taglieranno solo nel carrello della spesa ma anche sugli acquisti voluttuari: quasi la metà degli intervistati si dice infatti disposto a ridurre il budget per abbigliamento e calzature; seguono, a lunga distanza, telecomunicazioni, tempo libero, viaggi e vacanze
Un’ultima notazione sull’Osservatorio Findomestic, uno strumento di informazione ricco di una messe di dati di cui daremo conto anche sull’edizione cartacea di Gdoweek: l’individualismo italico è ancora ben vivo: una netta maggioranza di intervistati infatti ritiene di poter riemergere dalla crisi grazie alla propria iniziativa individuale mentre solo una minoranza ritiene che lo Stato ce la possa fare.

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