Il rapporto cliente-insegna al centro del Consumer & Retail Summit

Retail

Retail vuol dire fiducia. Ricordando un famoso claim pubblicitario potremmo così riassumere il senso della sessione che ieri ha chiuso i lavori del 4° Consumer & Retail summit, promosso da Il Sole24 Ore e dalle testate del Gruppo Gdoweek, Mark Up e Trasporti.
Il rapporto di fiducia tra consumatore e insegna infatti è destinato a diventare un driver di sviluppo decisivo per le insegne (la crescita della fiducia della clientela porta a una proporzionale crescita dei fatturati) ed è possibile anche affinare tecniche per migliorarlo. Di trust management hanno parlato  con taglio accademico Elena Gelosa retail industry leader di Ibm e Sandro Castaldo, professore ordinario alla Bocconi, che ha presentato anche i risultati del Trust Retail Index, una ricerca condotta da SdaBocconi sul rapporto di fiducia dei clienti nei confronti di una selezione di insegne del grocery, dell'abbigliamento e della farmacia.
Il rapporto tra cliente e retailer è stato centrale anche nella tavola rotonda, condotta dal direttore di Gdoweek, Cristina Lazzati, cui hanno partecipato: Alberto Baldan, Dg di Rinascente, Gianluigi Cimmino, Ad di Yamamay, Andrea Cipolloni, direttore generale commerciale di Limoni, Francesco Sama, Dg di Gruppo Coin e responsabile progetto Upim Pop e Stefano Stroppiana, Ad di Premium Retail. Consumatore e fiducia al centro del dibattito, durante il quale sono state proposte una serie di video interviste realizzate in esterno da GdoweekTV ai cliente delle insegne presenti sul palco. Ne è sortito un interessante dibattito da cui è emersa la centralità del fattore umano: la qualità del personale di vendita, infatti, è oggi considerato dai clienti una discriminante nella scelta del pdv.

Il cambiamento dei consumi
La sessione mattutina, coordinata dal direttore di Mark Up Luigi Rubinelli, si è incentrata sui temi della crisi dei consumi, sul ruolo della marca e sulla banalizzazione che apporta una promozionalità ormai giunta ai livelli di guardia, e sul tema sempre attuale  della conflittualità del rapporto tra industria e gdo. E a proposito di consumi, l'aspetto più interessante è stato forse il contasto tra chi, come i sociologi Vanni Codeluppi o Francesco Morace leggono il futuro in una prospettiva di sviluppo, indirizzata dal cambiamento dei trend, e chi, come gli economisti Mariano Bella o Luca Pellegrini, invece guarda alla cruda realtà delle evidenze statistiche e pronostica almeno ancora due tre anni di seria difficoltà. 
Tra le due sessioni plenarie si sono svolte tre sessioni parallele su tecnologia, canale web e sostenibilità. In questa sede è impossibile dare conto di tutti gli interventi (l'elenco completo in http://www.formazione.ilsole24ore.com/st/retail2010/programma.htm), anche se nelle prossime settimane metteremo on line alcune delle relazioni presentate al summit e ampio spazio daremo anche nei prossimi numeri cartacei di Gdoweek. Nei prossimi giorni inoltre metteremo on line su GdoweekTV anche le videointerviste ai relatori da noi realizzate durante la giornata dei lavori.
  

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