Whole Foods Market Williamsburg

Community, community, community, il mantra di cui Whole Foods Market si è fatto portavoce è ormai l’evoluzione dello storico Location, Location, Location. Evidentemente è possibile essere una grande catena internazionale e affondare comunque le radici nel territorio, siamo a Brooklyn dove l’imperio della comunità è sentito ancora più forte che in altre zone, dopo l’esperienza, sempre a Brooklyn, della più giovane Gowanus che si specchia nella popolosa e recentemente gentrificata Park Slope, Whole Foods apre in quella che viene definita la nuova Manhattan: Williamsburg. Il posizionamento è stato stabilito fin dall’apertura con il 5% degli incassi del primo giorno devoluti alla Biblioteca Pubblica per permetterle di ampliare i programmi di educazione all’ecologia. Poi la partnership con la designer e colorista eco  Audrey Louise Reynolds che, sempre per l’opening, ha disegnato un’esclusiva borsa della spesa che è stata distribuita ai primi 250 clienti della giornata e con la quale è stato aperto un rapporto continuativo per la produzione di coloranti naturali messi in vendita nell’area Whole Body. Per non parlare poi dei singoli reparti; Baldor Specialty Foods ha lanciato un chiosco digitale che dà ai clienti l’opportunità di ordinare piatti preparati dai Top chef che lavorano nell’aea. Omaggio all’area, storicamente di matrice ebraica, il ristorante N4 offre piatti tipici della tradzione Jewish dal Pastrami ai Matzo.Una particolarità è nel  layout della ristorazione veloce, da asporto o ... per tutta la giornata (tavoloni e wi-fi si trovano sullo stesso piano). Il negozio apre su una piazza in cui vive la sola ristorazione, anche la barriera casse è posta successivamente, chi vuole entrare e poi mangiare in loco deve passarla, altrimenti per asporto o ai banconi, posti lungo le vetrine, si può tranquillamente pagare direttamente alle casse dedicate. Per  palati più esigenti non manca la piazza interna allo store, come nel concept originale. Sempre  all’ingresso , anche la possibilità di una spesa veloce e “Low price” come testimonia una parete dedicata a 365°, la marca basic dell’insegna (che peraltro ha dato vita ad una catena a sè) ma che, in questo contesto, sembrerebbe rappresentare una sorta di “manifesto” del desiderio di Whole Foods di proporsi in una chiave meno d’elite di quanto non sia stato in passato -d’altra parte l’insegna si è guadagnata il soprannome di Whole Check, “intero stipendio” proprio alludendo ai prezzi decisamente fuori mercato-. Una scelta strategica ma anche tattica, la battaglia con Trader Joe’s, discount caro ai Millennials con una cifra stilistica “confinante” si fa sempre più vicina anche in termini di location.

CONDIVIDI
Articolo precedenteSi consolida la rete Doc a Roma
Articolo successivoSojasun, la via del burger vegetale
Amo il cambiamento e lo vivo con passione, mi occupo di marketing e retail da quindici anni, ho diretto on e off Gdoweek e da qualche tempo anche Mark UP, prima ho seguito con altrettanta passione cinema e lifestyle, ho scritto di moda e di ristoranti, ho lavorato per la televisione e per la radio, ho vissuto almeno tre vite e nessuna mi ha annoiata.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome