Breve vademecum in 5 punti per i debuttanti eCommerce

spesa online coronavirus

Ne stavamo monitorando la crescita costante e tutti si aspettavano che il trend continuasse. Quello che invece non era prevedibile è un boom improvviso della domanda in categorie prima a ridotta percentuale (food in primis) derivante dall'emergenza coronavirus.

Stiamo parlando, naturalmente, dell'eCommerce, un canale su cui le vendite, secondo Statista, cresceranno dell'85% al 2022. Stime corrette o meno, resta il fatto che l'ascesa continuerà e che già ad oggi è un costante pullulare di nuovi siti.

In proposito, il magazine ECommerce Times propone un breve vademecum per retailer esordienti nel mondo dello shopping online, con 5 punti su cui riflettere ed eventualmente dibattere. Vediamoli a seguire.

1 - I grandi nomi non sono necessariamente migliori
Molti imprenditori che entrano nello spazio eCommerce pensano di aver bisogno a tutti costi di big come Amazon per vendere fin dall'inizio, ma non si tratta sempre della migliore soluzione. In alcuni casi, utilizzare una piattaforma già pronta per vendere può avere senso, ma bisogna fare bene i calcoli e i compiti prima di decidere, perché questa non si occuperà automaticamente al meglio del marketing e in compenso si prenderà una parte dei vostri ricavi. Ci sono tanti strumenti a basso costo per costruire la propria piattaforma, fare marketing indirizzando il traffico verso il proprio prodotto (e mantenere i profitti).

2 - Differenziarsi e conoscere la propria nicchia
La sfida è trovare, conoscere e convincere la propria nicchia di clienti ideali a spendere il proprio budget nell'acquisto del tal prodotto. Un plus è che a molti e-shopper piace trovare il marchio o il prodotto più nuovo e più alla moda e farlo conoscere agli amici, quindi sì a una presentazione che spinge su quanto la tal referenza sia la migliore novità. Cosa la rende diversa dalla concorrenza? È più ecologica? Gli astronauti la useranno sulla luna? A quale nuova esigenza risponde? L'audacia e il pensare fuori dagli schemi sono auspicabili, a condizione, ovviamente, che le vostre affermazioni siano vere e verificabili al 100%.

3 - Marketing professionale, ma con creatività
Lapalissiano, ma è sempre bene ricordarlo: anche se hai la migliore idea e il messaggio di differenziazione più chiaro, nessuno può acquistare il tuo prodotto se non sa che esiste. Investire nel marketing digitale è essenziale e dato che questo mondo pullula di "professionisti reinventati dell'ultimo minuto", attenzione a chi si affida il proprio budget. Budget che, naturalmente, non potrà essere al pari del big. La soluzione quindi è continuare a ragionare in termini di nicchie con creatività, convincendo gli stessi clienti a fare un po' di pubblicità e guardando alla comunicazione in posti virtuali anche meno noti, ma dove il target trascorre il proprio tempo. Un esempio? Un nuovo marchio di bellezza ha creato dei video su Twitch, una piattaforma a maggioranza maschile e generalmente considerata solo per indirizzarsi a questi giocatori. Eppure, il brand è riuscito a intercettare il proprio pubblico ideale tra le donne che utilizzano la sempre più nota piattaforma di livestreaming e ha così raccolto abbastanza denaro per investimenti maggiori in pubblicità che lo hanno portato a spiccare su altre piattaforme (su Twitch si guadagna in base alle metriche dei propri video).

4 - Trovare un fornitore affidabile
A prescindere dal modello di business e "filiera" prescelto, la giusta catena di approvvigionamento è essenziale. "Una relazione di successo con il tuo fornitore inizia con le domande giuste mentre fai shopping". La maggior parte dei prodotti deve soddisfare le linee guida normative, quindi è essenziale sapere se un produttore è attrezzato per farlo nel settore prescelto. Le scadenze, poi, possono essere un grosso punto di contesa, quindi è bene impostare fin da subito e tenere aperta una chiara linea di comunicazione, disponendo di un piano d'azione per circostanze impreviste nel contratto iniziale.

5 - Ragionare fin dagli esordi in termini di scalabilità
Ovviamente, la giusta partenza è ragionare in termini di successo e dunque di scalabilità del proprio business, una prospettiva da applicare ad ogni aspetto del proprio piano aziendale. Dalle negoziazioni iniziali con un fornitore alle decisioni di assunzione, la scalabilità dovrebbe essere assolutamente in primo piano per tutte le decisioni: dalla collaborazione con una struttura di produzione o all'ingrosso a un sito web in grado di gestire un volume maggiore di ordini senza perdere velocità. La frustrazione che i clienti avvertono quando i portali non si caricano è direttamente correlata con la frequenza di rimbalzo. Stesso discorso per pagamenti e varie.

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